di e con Sergio Rubini. Con Rocco Papaleo, Ivana Lotito, Bianca Guaccero Italia 2019. Durata: 113’. Voto: 3/5 (AMP)

Taranto, giorni nostri. Un veterano del piccolo malaffare di provincia (Rubini) è coinvolto in una sparatoria sui tetti della città dopo il furto di un bottino succulento. Cadendo incidentalmente da una trave si frattura la gamba ma viene curato da un eccentrico personaggio (Papaleo) che abita una soffitta e si crede un indiano Sioux dal nome Cervo Nero. Fra i due inizia un rapporto bizzarro, fatto di follia e tenerezza. Il nuovo film da regista di Rubini ha il pregio di mescolare i generi (caper, criminal e buddy movie) alla specificità di una poetica riconoscibile, capace di distillare una commedia umana a sfondo sociale e politico.

Ne Il Grande Spirito vi è l’aggiunta del disagio mentale che giammai si lega a un discorso sanitario bensì ai suoi effetti sociologici con il risultato “rubiniano” che autismo è più genialità che non malattia. La commedia ridotta all’osso di due personaggi (gli altri sono davvero marginali) e in un’ambientazione suggestiva (tetti, sottoscala, falsipiani, interni ed esterni diroccati..) offre un buon testo impreziosito dalla recitazione di entrambi (Papaleo soprattutto) che si avvalora di amicizia nella vita. Forse un po’ lungo e ripetitivo, ma nel complesso godibile.