di Joe Berlinger. Con Zac Efron, John Malkovich. Usa 2019. Durata: 106’ Voto: 3/5 (DT)

Come può un dolce, belloccio, magnetico stornello che convive con una ragazza madre trucidare e violentare di nascosto oltre 30 donne in nemmeno cinque anni di gesta omicide? Uno dei serial killer tra i più efferati degli Stati Uniti visto a metà anni settanta ad altezza tinello, pancake e quasi famiglia attraverso la biografia della ex fidanzata che lo crede innocente. Ne esce un film narrativamente anomalo e moralmente pervicace, per tre quarti tra prison e court movie, dove fino alla fine non viene ricostruita o mostrata alcuna scena di morte. Montaggio tagliato sull’asse, vagamente sperimentale per dare molto ritmo al racconto. Efron, solitamente alle prese con commedie per ragazzi, esibisce una doppiezza sinistra davvero inquietante da attore di livello che culmina nella fase finale in cui si autodifende in tribunale prima della sedia elettrica. Merito del film: riflettere senza spaventevoli effettacci truculenti su cosa spinge un uomo “normale” ad ammazzare senza pietà e motivo.

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Film in uscita, da I figli del fiume gialle a Tutti pazzi a Tel Aviv e poi Red Joan e Pet Sematary

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