di Trevor Nunn. Con Judi Dench, Sophie Cookson, Stephen Campbell Moore. Regno Unito 2018. Durata: 110’. Voto: 3/5 (AMP)

Tradire il proprio Paese o permettere la distruzione di massa? Il quesito etico è a prova di bomba atomica e ben lo sapeva la giovane scienziata inglese Joan quando sul finire della II Guerra Mondiale si trovò a fornire documenti top secret all’Unione Sovietica. Coinvolta anche dall’amore con l’attivista comunista e tedesco Leo, suo compagno di studi a Cambridge, la donna fece una scelta che all’epoca suonava lecita perché rispondeva al desiderio sincero di pace.

Classico melodramma di spionaggio che risuona di una Hollywood da guerra fredda, Red Joan si ispira alla vera storia della scienziata e funzionaria civile britannica Melita Norwood che a sua volta è la base del romanzo La ragazza del KGB di Jennie Rooney (Piemme, 2018). La struttura di cornice nel presente con rimandi al passato tramite lunghi flashback offre una doppia presenza di Joan scissa in due grandi interpretazioni, da una parte l’anziana (Judi Dench) e dall’altra la giovane (Sophie Cookson). Al centro sono le vicende mescolate di entrambe con i rispettivi e tormentati amori che partono dalla giovinezza (Leo, Max il futuro marito) e arrivano alla vecchiaia nel rapporto protettivo verso il figlio avvocato, reticente a difendere una madre “traditrice”. La questione etica e morale è il fulcro di un film senza particolari ambizioni linguistiche ma che indubbiamente sa catturare l’attenzione del pubblico.

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Film in uscita, da I figli del fiume gialle a Tutti pazzi a Tel Aviv e poi Red Joan e Pet Sematary

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