Uno zainetto rosso di Spiderman abbandonato vicino a un giardinetto e accanto il corpo di uomo sotto un lenzuolo. Chi è arrivato intorno alle 8.30 nel Rione Villa, periferia est di Napoli ha visto questa scena. Epilogo di un agguato portato a termine intorno, a San Giovanni a Teduccio, alle 8.30 vicino a una scuola. Sul posto sono arrivati gli investigatori della polizia di Stato. La vittima è stata identificata in Luigi M., 57 anni, con precedenti,  considerato vicino al clan Rinaldi egemone della zona. Il figlio Pasquale, 32 anni, è rimasto ferito a una gamba ed è stato soccorso dal personale del 118 trasportato all’Ospedale del Mare. Sono stati sparati diversi colpi: poco lontano c’è un’auto crivellata di proiettili. Il fatto è accaduto tra via Sorrento e via Ravello e il ritrovamento dello zaino è la prova che con loro o vicino c’era un ragazzino, circostanza poi confermata dal parroco del posto. È suo, infatti, lo zaino ritrovato poco distante: il bambino è il nipote della vittima nonché il figlio dell’altro uomo ferito.

LA DINAMICA E I PRECEDENTI
Secondo una prima ricostruzione i due uomini stavano entrando in auto quando sono stati raggiunti da due persone in sella a uno scooter. La vittima conta diversi precedenti per estorsione, droga e associazione a delinquere; il figlio 32enne risulta incensurato. I due avrebbero percorso pochi metri visto che la loro casa è poco distante il luogo dell’agguato, in via Ravello. Le indagini della Polizia di Stato sono in corso e lo scenario potrebbe apparire più chiaro quando sarà sentita l’altra persona coinvolta nell’agguato, il figlio, ora ricoverato in ospedale ferito alle gambe, e papà del piccolo che ha assistito alla sparatoria. Anche il 30 ottobre scorso furono molti i colpi, una quindicina, sparati dai sicari che avevano agito nel pomeriggio sempre a San Giovanni a Teduccio per uccidere un pregiudicato di 37 anni. Nella traiettoria si era trovato anche un giovane incensurato, rimasto ferito alle mani. I colpi erano stati esplosi nel traffico del tardo pomeriggio, di fronte a decine di testimoni e a poche decine di metri dall’ingresso della parrocchia di san Giovanni Battista. La settimana precedente invece in un altro agguato due persone erano rimaste ferite all’esterno di una sala scommesse.

LE PAROLE DEL PARROCO
“Fino a stamattina eravamo fiduciosi che la situazione fosse migliorata, poi un agguato davanti ad un bimbo di tre anni, il nipote della vittima, ci ha fatto capire che la ferocia è aumentata”. A parlare è padre Modesto Bravaccino, il prete che un anno fa mostrò un proiettile che era finito nel campetto dell’oratorio della sua chiesa, a due passi da luogo dell’agguato di oggi a Napoli. “Da quel giorno si è sparato tanto ma nessun omicidio – ha detto – oggi in questa zona c’erano mamme, bimbi che andavano a scuola, anziani che stavano venendo a messa”. Quando le pistole hanno fatto fuoco, padre Modesto stava pregando nella cappellina: “Sono uscito e ho visto che c’era una persona a terra – ha raccontato – il tutto a pochi metri dalla scuola e dalla chiesa dove gli anziani stavano venendo a messa”. Luigi M., la vittima dell’agguato, e il figlio Pasquale, papà del bimbo di tre anni, stavano accompagnando molto probabilmente con l’auto il piccolo all’asilo. “Fino a stamattina eravamo fiduciosi – ha aggiunto il parroco – c’era stata la manifestazione anticamorra un anno fa, l’incontro con Salvini, con la municipalità, con il sindaco. Insomma sembrava che le forze dell’ordine avessero assicurato maggiore sicurezza invece la situazione, concretamente, non sembra migliorata ma peggiorata. Sto da otto anni in questa parrocchia – ha spiegato – si è sparato tanto ma non si era mai ammazzato nessuno. La ferocia è aumentata”. La chiesa San Giuseppe e San Giovanni di Lourdes si trova accanto al luogo dell’agguato e, come ribadito da padre Modesto, “è l’unico punto di aggregazione del quartiere”. “Se vuoi andare al parco giochi devi venire qui, se vuoi giocare a calcetto devi venire qui – ha detto – organizziamo eventi di aggregazione. Oggi questo omicidio in un orario in cui i bimbi stavano andando a scuola, questa è ferocia”.

DE MAGISTRIS: “BASTA PAROLE, SERVONO FATTI”
“È un fatto gravissimo accaduto inoltre in un orario in cui bambini vanno a scuola, in cui la città si mette in movimento. Di fronte a fatti di questo tipo dobbiamo chiedere allo Stato più forze di polizia perché il controllo del territorio è compito esclusivo e precipuo dello Stato. Basta parole, servono solo fatti”: è questo il parere del sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che poi ha ricordato che il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, “è venuto a Napoli tre volte dallo scorso ottobre e ha promesso più volte un rafforzamento che non si è visto e che non si vede nei commissariati e nelle caserme”. Il primo cittadino ha inoltre riferito che “più volte” nelle riunioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza si è discusso del Rione Villa e dell’area orientale e “devo dare atto alle nostre forze dell’ordine che su quei territorio hanno fatto cose importanti e c’è stato anche un rafforzamento del controllo ma la coperta è sempre quella”.

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