Anche a Trento si è svolta la marcia per il clima, promossa dai giovani.

Finalmente, anche i giovani stanno prendendo coscienza dei gravi impatti che i cambiamenti climatici stanno determinando sul nostro pianeta. E, quando i giovani si svegliano e si mettono in moto, lo fanno in maniera forte.

Ad alta voce chiedono politiche diverse, chiedono di mettere da parte gli interessi economici che soffocano questo nostro mondo, che limitano lo sviluppo realmente sostenibile. Speriamo davvero che riescano ad aprire un varco importante in cui insinuarsi per determinare radicali cambiamenti di progettazione e programmazione del nostro modo di vivere.

Proprio oggi, giornata del risveglio giovanile su uno dei problemi globali più scottanti, molti politici che hanno in mano il potere decisionale, si accodano alla protesta per “rifarsi il look”! Anche qui da noi, in Trentino, succede che alcuni politici li vedi transitare nel corteo di protesta e sono proprio coloro i quali hanno preso decisioni in materia di politiche ambientali locali fino a poco tempo fa; alcune volte con gestioni sostenibili, ma molte altre volte con scelte che sono molto criticabili (ad esempio a proposito dell’orsa uccisa oppure del Lagorai con cementificazioni varie).

Altri che governano ora, invece, si ergono a paladini dell’ambiente sui giornali, ma riaprono i passi alpini al traffico illimitato, facendo tornare indietro di anni la politica ambientale trentina oppure parlano di sostenibilità ambientale e vogliono poi creare i bacini di raccolta dell’acqua per sfruttarla per l’innevamento artificiale, a sostegno, dicono loro, di un’economia del turismo che hanno pure l’arroganza di definire sostenibile.

Ecco, quando vedo questi personaggi inserirsi nei movimenti di questi giorni, avvalorati da articoli che danno loro spazio, la credibilità di una proposta di cambio di visione viene meno.

La mia speranza è che i giovani possano espellere queste persone dai loro movimenti e che non si facciano inglobare in schemi preconfezionati dettati dai soliti noti, pronti a cavalcare l’onda del momento, con grande spudoratezza.

Bravi i giovani a partire con questi movimenti spontanei, ma state attenti ai politicanti che si ergono a vostri sostenitori per convenienza e poi, nella stanza dei bottoni in cui hanno operato o operano ora, decidono ben altro. Il pericolo è proprio questo; che questi personaggi si vogliano rifare il look per mantenere lo status quo, per non cambiare nulla.

Analizzare i fatti, verificare i percorsi politici e formativi dei vostri interlocutori, cari giovani, è un passo che dovete fare, dopo aver avviato questo processo di giusta protesta. Fatelo anche quando andrete a votare i vostri rappresentanti, in Europa fra qualche mese, nelle prossime consultazioni nazionale e locali in futuro. Andate a votare, ma soprattutto proponetevi in politica con i vostri ideali; non rimanete solo movimento di protesta, altrimenti rischiate la strumentalizzazione da parte di chi gestisce ora il futuro di tutti, plasmandolo a servizio dei soliti interessi delle varie lobby che hanno sostenuto i politici del recente passato e quelli attuali. Se vi proporrete, candidandovi a guidare il processo di trasformazione del mondo, non potrete che ottenere i favori della gente comune, che davvero è preoccupata ed ha marciato con voi oggi.

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