Decine di migliaia solo a Milano. E poi giù da Bologna a Firenze, passando per Roma e Bari fino a Palermo. Sono centinaia di migliaia gli studenti che questa mattina hanno riempito quasi 200 piazze in tutta Italia per il Global Strike For Future, lo sciopero generale per il pianeta lanciato dalla 16enne Greta Thunberg diventata simbolo della lotta ai cambiamenti climatici sui quali è arrivato l’allarme Onu negli scorsi giorni. La richiesta è quella di “un impegno serio e concreto da parte della politica per salvare il pianeta” per avere “un futuro e un pianeta sano”. Un appello arrivato da “centinaia di migliaia, forse un milione” di studenti, dice Giammarco Manfreda, coordinatore nazionale della Rete degli studenti. “Una mobilitazione del genere lancia un segnale inequivocabile: siamo una generazione che chiede a gran voce di essere educata all’unico cambiamento possibile, un modello di sviluppo diverso – aggiunge Enrico Gulluni, coordinatore dell’Unione degli Universitari – La lotta al cambiamento climatico non è un tema secondario, e oggi gli studenti lo hanno dimostrato. Cosa risponde il Governo? Vogliamo impegni chiari, e li vogliamo subito”.

“Nessun partito ci rappresenta” – Secondo i ragazzi, “non c’è nessun partito che può rappresentare le nostre lotte perché in questi anni nessun partito ha fatto niente per il clima”. Un “grido di dolore” la definisce la giornata il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, in un’intervista al Corriere della Sera. “La voglio chiamare manifestazione e non sciopero – ha aggiunto – Questi ragazzi non perdono tempo, ma lo investono”. In tarda mattinata è arrivato anche l’appello del presidente della Repubblica: “Tanti giovani ricordano a tutti e chiedono a tutti e soprattutto alle istituzioni, di agire per difendere il clima e l’ambiente sulla terra”, ha detto Sergio Mattarella.

“A Milano siamo centomila” – Solo a Milano gli organizzatori fanno sapere che al corteo che si è radunato in largo Cairoli sono presenti tra le 30 e le 40mila persone. Un numero cresciuto minuto dopo minuto, tanto che la fine della manifestazione è stata spostata da piazza della Scala a piazza Duomo: “Siamo centomila, lì non ci stiamo – annunciano – Siamo la più grande piazza studentesca che Milano ricorda“, hanno detto gli organizzatori. “Grazie per quello che state facendo oggi, ma pensate già a quello che farete da domani – ha detto il sindaco Beppe Sala – Testimoniare e impegnarvi è importante e dovete farlo sempre. Io vi prometto, e non è una promessa da politico che poi non mantiene, che sul tema dell’ambiente ci sarò”. Sala ha partecipato ad alcuni manifestazioni con i bambini delle scuole, indossando una fascia arcobaleno. In piazza anche l’omologa romana, Virginia Raggi, che subito la contestazione di alcuni cittadini: “Vattene, questa piazza non vuole comizi”, hanno urlato i manifestanti del comitato quartiere Quarticciolo.

video di Simone Bauducco

Torino suona la sveglia: “Non c’è più tempo” – Altre 10mila persone si sono radunate in piazza Santa Croce a Firenze, altrettante a Torino, Bologna e Roma: “Se siamo qui oggi – sostengono i numerosi partecipanti – è perché vogliamo un futuro“. A sfilare nel coloratissimi cortei non ci sono solo giovani ma anche tanti bambini con genitori, insegnanti e anziani. “Grazie Greta, salviamo il pianeta“, l’omaggio degli studenti bolognesi alla giovane attivista svedese Greta Thunberg che ha dato il via agli scioperi per il clima e che ora è diventata il simbolo dell’impegno a sostegno del Pianeta, tanto da essere candidata al Nobel per la Pace. Nel flash mob in piazza Palazzo di Città, davanti al municipio, a Torino, i giovani hanno fatto suonare in contemporanea mille sveglie per ricordare a tutti che “non c’è più tempo”. Tra i diecimila partecipanti alla manifestazione per le strade di Brescia, invece, ci sono stati anche il vescovo Pierantonio Tremolada e il sindaco Emilio Del Bono.

La battaglia di Taranto: “Ci avete rotto i polmoni” – A Taranto, la marcia assume un significato particolare per la situazione sanitaria e ambientale causata dalle emissione dei grandi impianti industriali, a cominciare dallo stabilimento siderurgico ex Ilva, gestito da alcuni mesi da ArcelorMittal. “Ci avete rotto i polmoni”. “Non c’è un pianeta B”.  “Vengo da una zona dove l’aria non è buona”: sono alcune delle frasi scritte su cartelloni e striscioni portati in corteo da diverse centinaia di studenti che hanno aderito, insieme a movimenti, associazioni ambientaliste e cittadini.

Da Mosca a Shangai: “I politici ci hanno abbandonato” – “Questo sciopero viene fatto oggi, da Washington a Mosca, da Tromso a Ivercargill, da Beirut a Gerusalemme, da Shanghai a Mumbai,  perché i politici ci hanno abbandonato“, ha scritto la sedicenne svedese sul principale quotidiano della Germania, insieme al volto tedesco della protesta Luisa Neubauer. Non sono il Italia infatti, ma in tutto il mondo sono migliaia le persone che si sono mobilitate aderendo all’appello lanciato dalla giovane attivista. “Abbiamo assistito a trattative lunghe anni per accordi sul clima miseri, abbiamo visto imprese a cui è stata dato il via libera per scavare la nostra terra, trivellare sotto il nostro suolo e per i loro profitti bruciare il nostro futuro”, aggiunge Greta. “I politici conoscono la verità sul cambiamento climatico e ciononostante hanno ceduto il nostro futuro agli approfittatori, il cui desiderio di denaro veloce minaccia la nostra esistenza”.

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