Attuare tutte le misure fitosanitarie ufficiali anti-Xylella, compresa la distruzione degli ulivi e dei prodotti delle piante contaminate. Per chi disattende l’obbligo, è previsto il carcere con pene variabili da 1 a 5 anni. È quanto prevede un emendamento dei relatori al dl Semplificazioni. La maggioranza sceglie dunque la linea dura per fermare la diffusione della malattia, che nelle ultime settimane ha toccato sempre più anche le campagne dell’Alto Brindisino e del Barese, finora “fasce cuscinetto”.

Le misure fitosanitarie ufficiali contro la malattia degli alberi di ulivo, o comunque derivanti da provvedimenti di emergenza fitosanitaria, “ivi compresa la distruzione delle piante e dei prodotti delle piante contaminate”, si legge nel testo, dovranno essere attuate “in deroga ad ogni disposizione vigente, nei limiti e secondo i criteri indicati nel decreto di emergenza fitosanitaria” e nella normativa Ue. La mancata attuazione delle misure ufficiali fitosanitarie necessarie ad evitare la diffusione della malattia è punibile con la reclusione da 1 a 5 anni.

Diversi focolai si sono registrati negli scorsi giorni negli agri di Ostuni, Fasano e Monopoli. E proprio gli agricoltori che finora erano ricompresi nella “zona cuscinetto” – ora toccata dall’epidemia che colpisce gli alberi d’ulivo – aveva caldeggiato una stretta per fermare la risalita del batterio dal Salento, zona dove ormai da anni la Xylella ha attecchito. Misure drastiche erano state richieste anche dai gilet arancioni, agricoltori pugliesi che nelle scorse settimane avevano marciato a Bari in una manifestazione alla quale avevano partecipato pochissimi rappresentanti salentini.

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