“Basta all’uso della plastica monouso nelle scuole”. A lanciare questo appello è l’associazione Marevivo che con la Fondazione Sorella Natura ha organizzato una campagna rivolta a tutti gli istituti d’Italia per fermare l’inquinamento. Secondo le stime dell’associazione, infatti, in una classe gli alunni consumano ogni giorno una bottiglietta d’acqua così che in un intero anno scolastico si arriva a circa quattromila bottiglie. Un istituto, con una media di circa 25 classi, in un anno scolastico ne utilizza 100.000. “Se dieci scuole – spiegano gli organizzatori della campagna – decidessero di dire basta alla plastica usa e getta, verrebbero risparmiate all’ambiente circa un milione di bottigliette in un solo anno”.

Tra le norme da seguire, l’associazione chiede di impegnarsi a non installare distributori di bevande in bottiglie ma erogatori di acqua dove poter ricaricare la propria borraccia. Per Marevivo è necessario eliminare le stoviglie monouso come bicchieri, piatti, posate e cannucce ed anche emettere un’idonea circolare spiegando i motivi per cui sia importante eliminare la plastica usa e getta, sensibilizzando insegnanti e studenti. L’associazione ha elaborato un vademecum per le scuole per ricordare loro cosa non si può utilizzare (bottiglie di plastica; contenitori usa e getta; buste della spesa non biodegradabili; cannucce e stoviglie usa e getta) e cosa si deve usare per essere una scuola “plastic free” (borracce in alluminio; contenitori riutilizzabili; borse in tela; cannucce e stoviglie riutilizzabili).

“La nostra battaglia – spiega la presidente di Marevivo, Rosalba Giugni – è partita a livello politico. Abbiamo lanciato questa campagna quando si è insediato il nuovo Governo. Abbiamo chiesto ai ministri, al presidente del Senato, della Camere e al Presidente del Consiglio di aderire all’appello “Plastic free”. Fino a “ieri” ai convegni e alle tavole rotonde a palazzo Montecitorio e alla Camera c’erano le bottigliette di plastica ora sia il Senato che il ministro dell’Ambiente hanno accolto la nostra proposta: a palazzo Madama usano le brocche per ogni evento mentre in via Cristoforo Colombo hanno donato le borracce agli uffici. Abbiamo rilanciato il nostro invito anche alle Regioni e ai Comuni: a Lampedusa e Pantelleria hanno aderito”. Ora Marevivo e la Fondazione Sorella Natura si rivolgono alle scuole: “In attesa dell’approvazione della legge Salvamare, e della Direttiva europea sulla plastica monouso, chiediamo agli istituti scolastici di anticipare i tempi e di introdurre il divieto dell’impiego di prodotti usa e getta nelle classi, nei servizi e negli uffici della struttura. Le scuole svolgono una funzione importante nella formazione ed educazione dei ragazzi e possono avere un ruolo cruciale nel sensibilizzare le nuove generazioni sul problema dell’inquinamento da plastiche”. Un appello che non è caduto nel vuoto ma ha già trovato l’adesione di alcune scuole siciliane: “Basta ricordare ai ragazzi – spiega la presidente – che ogni nove minuti finiscono in mare 140 tonnellate di plastica ovvero l’equivalente in peso di una balenottera azzurra”.

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