Oggi sono stato dal Padrone di Marnate. Chi è? E’ Bill Hammond, il capo di una multinazionale canadese quotata alla Borsa nazionale il quale ha deciso di giocare sulla pelle dei lavoratori. Hammond, una via di mezzo tra feudalesimo e bullismo. Un signorotto che alla vigilia di Natale ha consegnato il panettone ai suoi dipendenti alle ore 14 e due ore dopo li ha congedati con l’avviso della chiusura! Due ore dopo! Senza nemmeno un accenno – né quel giorno né in altri precedenti – di una qualche crisi o, peggio, di una chiusura del centro produttivo: nessun warning.

Anzi, negli ultimi mesi tutto lasciava presagire a un mantenimento della situazione se non addirittura un potenziamento: un nuovo manager, nuovi contratti a tempo indeterminato, riammodernamento della struttura. Mi hanno raccontato che addirittura a due lavoratori che avevano in animo di licenziarsi per accettare l’offerta di un altro imprenditore del settore, il dirigente aziendale aveva spinto per trattenerli rilanciando con bonus in busta paga! Ecco perché ravvedo un atteggiamento… criminale non in un senso propriamente penale ma nel senso sociale poiché non avvisando delle reali intenzioni anzi tenendole nascoste ha creato e sta creando un danno economico ad un tessuto sociale, che vedrò come rappresentare in sede istituzionale ed eventualmente anche con un esposto in procura.

Ovviamente, dopo il panettone con sorpresa dilazionata il padrone, in fabbrica, non si è più fatto vedere. Ha delegato la “pratica” a uno studio legale. Feudale e vigliacco. Orbene, questo padrone dovrà rispondere ed è quello che chiedo al governo: oltre alla rabbia sociale dei gilet gialli (coi quali chiediamo un affratellamento ideale per una nuova Europa popolare e non finanziaria) noi abbiamo la forza di essere al governo, di giallo c’è anche il governo e il Parlamento dunque. Bene, è venuto il momento di giocare duro. Chi pensa di schermarsi dietro il potere dello status di una multinazionale quotata in Borsa deve sapere che in Italia c’è un governo che non consente giochetti. Questo signore dev’essere convocato e deve spiegare: perché se un imprenditore è libero di andarsene, non è altrettanto libero di giocare con il futuro delle persone. Quindi o resta o paga tutto, anche i danni ingenti!

La stessa durezza da gilet gialli la chiedo anche rispetto all’emergenza casa: questo governo non può abrogare l’articolo 560 cpc? Ok, lo ammetta (ma sarebbe un segnale di debolezza perché quell’articolo fu scritto dal duo Renzi/Boschi sotto dettatura del sistema bancario) ma strutturi un piano case perché il numero dei senzatetto sta aumentando e non vale limitarsi a dire “è colpa dei governi precedenti”; ciò è stra-vero ma servono soluzioni politiche.

Chiudo con Carige: ancora una volta l’impressione è che sia Banca d’Italia a far girare la palla, con la furbizia di chi riesce a nascondere le proprie responsabilità nel mancato o inefficace controllo. Ecco, se vogliamo essere un passo oltre i gilet gialli (e lo siamo non fosse altro perché abbiamo già raccolto il disagio degli italiani) è bene dimostrare la forza del governo.

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