Addio Formazione iniziale e tirocinio (il cosiddetto Fit). E niente più alternanza scuola-lavoro. La legge di bilancio per il comparto istruzione ragiona per sottrazione: visto che non ci sono grandi risorse (è stato lo stesso ministro Marco Bussetti a dire che “ci si riscalda con la legna che si ha”), il governo M5s-Lega prova a conquistare il mondo della scuola soprattutto eliminando vecchi provvedimenti sgraditi dell’era renziana. Così, dopo aver cassato la riforma del reclutamento docenti col ritorno al vecchio concorsone, nella manovra c’è spazio anche per un intervento sui criticatissimi percorsi di alternanza: non proprio cancellati, ma più che dimezzati (-58%, per la precisione), depotenziati e ridenominati. Un passo deciso verso l’abolizione definitiva.

ORE DIMEZZATE E NUOVO NOME – Parliamo della modalità didattica che prevede delle esperienze in aziende, istituzioni, associazioni o affini, comunque nel mondo del lavoro, per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado. Una vecchia idea della Moratti nel 2003 (per i suoi detrattori, la dice lunga sul background culturale della Buona scuola), che la Legge 107 aveva reso obbligatoria per tutte le superiori, con 400 ore nel triennio per gli istituti tecnici e professionali e 200 ore per i licei. La manovra essenzialmente ne dimezza il monte ore: ora la parte obbligatoria sarà di sole 180 ore nei professionali, 150 nei tecnici e 90 nei licei. E questo già a partire dall’anno 2018/2019, quello attuale, anche se il decreto attuativo che dovrà definire le modalità dei nuovi percorsi arriverà solo 60 giorni dopo l’entrata in vigore della legge di bilancio, cioè a febbraio, ad anno ampiamente in corso e tirocini già iniziati: alcuni verranno forse rimodulati, altri pagheranno un po’ di confusione, poi dal 2019 la riduzione sarà effettiva. Chiara però la volontà di rompere col passato. L’alternanza cambierà persino nome: in futuro si chiameranno percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento.

MARCIA INDIETRO DOPO LE POLEMICHE – Insomma, è l’ennesimo intervento atto a smontare la Buona scuola. Il ministro Bussetti, del resto, aveva cominciato a farlo già prima della manovra, a settembre, quando con una circolare aveva provveduto ad escludere l’alternanza dall’esame di maturità (non avrà più alcun peso sul voto finale). Il perché è presto detto: negli ultimi tre anni il progetto renziano aveva suscitato un mare di polemiche. Due essenzialmente le critiche: da una parte il possibile sfruttamento privato di ragazzi anche minorenni come forza-lavoro a costo zero; dall’altra una lunga serie di abusi o distorsioni, con studenti nel migliore dei casi impiegati in percorsi per nulla coerenti col loro piano di studi, nel peggiore messi a fare gli sguatteri o addirittura coinvolti in incidenti. Le denunce hanno finito per offuscare i possibili aspetti positivi di una riforma da perfezionare, a cui lo stesso ministro Bussetti in passato si diceva favorevole. E così la Lega ma soprattutto il Movimento 5 stelle, che all’opposizione si era sempre schierato contro l’alternanza, non appena arrivati al governo hanno provveduto a cambiarla.

RISPARMIO DI OLTRE 50 MILIONI – E’ evidente che l’idea di fondo, anche in questo caso, sembra quella di tornare alla situazione pre Buona scuola, quando l’alternanza esisteva ma nella forma di progetti facoltativi, nell’autonomia dei singoli istituti. Per ora restano obbligatori, ma con meno ore, alcun impatto sulla valutazione e un nome che allude alla funzione di “orientamento” (com’era prima) e non di lavoro. La strada è tracciata. Il governo, dunque, potrà intestarsi il ridimensionamento di una delle parti più contestate della riforma renziana. E in più il provvedimento ha anche un altro vantaggio: diminuendo le ore del 58%, diminuiscono anche le risorse da girare agli istituti. La relazione tecnica svela che il taglio dell’alternanza garantirà un risparmio di 56 milioni di euro l’anno a regime (su uno stanziamento originario di 97 milioni; non a caso è inserito tra le misure per la razionalizzazione della spesa pubblica). In tempi di magra per la scuola, potrebbero sempre far comodo.

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