Di Maio insiste ad oltranza su due temi, quello del reddito di cittadinanza e della pensione di cittadinanza, perché scommette su un effetto virtuoso che sfugge all’analisi macroeconomica dei tanti scienziati dell’economia globale. Scommette sulla felicità. Ha sempre usato il termine qualità della vita che fa a pugni con il termine pil e si sposa con il bes al quale mirano i 5 stelle.

La strada è lunga e bisogna cominciare sempre dagli ultimi deludendo a volte i primi. Questo è il coraggio della Politica. Oggi il mondo dei pensionati è composto a strati. Ci sono quelli che prendono mille euro, che più numerosi, spesso garantiscono un sostentamento per figli e nipoti. Le tasse universitarie dei nipoti di figli in cassa integrazione o disoccupati, le pagano i nonni. Per cui la condizione generale è di milioni di pensionati che vivono con circa 500 euro al mese, se posseggono la casa, con molto meno se sono in affitto.

Il reddito di cittadinanza copre questo mondo, perché libera le pensioni finora tenute in ostaggio familiare da figli e nipoti e restituisce dignità e qualità della vita a questi milioni di acrobati dei mille euro. Bisogna essere davvero acrobati per mangiare tutti i giorni con queste cifre e garantire che non manchi niente a figli e nipotini. Con il reddito di cittadinanza saranno i nipoti che potranno aiutare i nonni come è giusto e naturale che sia in una società moderna. Poi c’è il mondo dei quattrocentisti. Sono quelli che campano con la minima sociale.

Loro non riescono ad aiutare figli e nipoti, e neanche riescono ad essere aiutati da loro spesso in condizione precaria ed ai limiti della povertà. L’aumento a questi pensionati, ultimi tra gli ultimi, genera aumento della qualità della vita per molte persone abituate a vivere con pochissimo. Per loro, si tratta di un vero raddoppio nella qualità della vita. Sono acrobati del borsellino abituati a coprire tutto con cento euro a settimana: bollette luce e gas (anche se agevolate), telefono (essenziale),acqua, condominio ed altri balzelli che saltano sempre fuori ed all’improvviso e garantirsi pasti decenti tutti i giorni.

Potranno aiutare figli e nipoti, ed evitare quella cena triste e solita a base di pane e latte necessaria per rientrare nel budget almeno tre volte a settimana. Potranno evitare di passare dal fruttivendolo in chiusura per raccattare gli scarti, potranno evitare come a volte gli è capitato di rovistare nei cassonetti, potranno andate almeno due volte all’anno dal parrucchiere prima della festa di compleanno dei nipoti ai quali potranno regalare una magnifica e splendente banconota da 50 euro in luogo di quella rattrappita 5 euro finora messa nelle mani del figlio al quale ha detto di non sentirsela di andare alla festa di compleanno, con una scusa o un dolore a caso.

Di Maio il Sud lo ha girato parecchio ed in quanto appartenente alla categoria di nipote e figlio, conosce la condizione di questi milioni di italiani che oggi vivono il dramma della realtà. Conosce la foga e l’entusiasmo di recarsi al voto di questa gente lo scorso 4 marzo. Deluderli oggi sarebbe un gesto feroce, come quello di andare dalla propria nonna dirgli mi dispiace, dargli una carezza ed un bacio. Non vale la pena essere arrivati fin qui per una carezza ed un bacio.

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