Con 295 voti favorevoli e 181 contrari, la Camera ha approvato le dimissioni di Andrea Mura. Il deputato, eletto con il Movimento 5 Stelle, era poi stato espulso dal gruppo parlamentare grillino per le troppe assenze dall’Aula (il 96,6% del totale), e si era iscritto al gruppo misto. Mura, anche questa volta, non era presente alla seduta: ha inviato una lettera all’Aula in cui ribadiva e spiegava le proprie dimissioni, presentate lo scorso 4 agosto.

“Il voto di oggi ci restituisce l’immagine di un Parlamento che finalmente lavora nell’unico interesse degli elettori”, è il commento della deputata M5S Emanuela Corda. “È un segnale che ci aiuterà a recuperare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Niente di personale, sia chiaro, nei confronti di Andrea Mura, ma chi tradisce la fiducia degli elettori non può stare in Parlamento”.

Skipper professionista, Mura si era giustificato dell’assenteismo dicendo in un’intervista a La Nuova Sardegna che “la politica si può fare anche in barca”, e che il suo ruolo, più che quello di parlamentare, sarebbe stato quello di testimonial per la difesa degli oceani dalla plastica. Dichiarazioni che non erano piaciute ai capigruppo del Movimento, che in una nota congiunta l’avevano invitato a dimettersi. Invito ribadito da Luigi Di Maio, che aveva parlato di “dichiarazioni inaccettabili“.

Nella lettere di dimissioni inviata al presidente della Camera Roberto Fico, Mura aveva parlato di “linciaggio mediatico senza precedenti” nei propri confronti, sulla base di accuse “basate su fatti inesistenti” e affermazioni da lui “mai pronunciate”. Lamentava, inoltre, di essere stato espulso dal gruppo parlamentare 5 Stelle “senza essere nemmeno convocato, senza poter replicare alle accuse infamanti” che gli erano state rivolte.