Un black out imprevedibile capace di rimuovere la volontà e i pensieri di un padre convinto di aver lasciato la figlia all’asilo nido quando, invece, era rimasta sul sedile posteriore dell’auto. Una rimozione totale e prolungata nel tempo con un effetto tragico: la morte della piccola, trovata senza vita nel primo pomeriggio del 18 maggio scorso nella macchina del papà nel parcheggio della Continental a San Piero a Grado (Pisa). La bimba non aveva ancora compiuto un anno.

A distanza di quattro mesi dalla tragedia, secondo quanto scrive Il Tirreno, la consulenza disposta dalla Procura di Pisa sul padre della piccola sposta il baricentro dell’inchiesta sull’eventuale causa di non punibilità per il genitore indagato con l’accusa di omicidio colposo. Lo psichiatra Alessandro Meluzzi, ex parlamentare di Forza Italia, criminologo, opinionista tv, nella sua relazione attribuirebbe al padre quella condizione che già in passato è stata riconosciuta (per esempio nel caso di Piacenza di quattro anni fa, ndr) a chi ha vissuto tragedie identiche.  Il padre quel giorno sarebbe stato colpito, senza alcuna avvisaglia, da una transitoria amnesia dissociativa. Così la letteratura scientifica classifica il buio che si impossessa della mente degli adulti annullandone presenze e impegni. Si tratta di una perdita completa delle nozioni del tempo e del ricordo.

Un’amnesia circoscritta, in cui la persona non è in grado di ricordare cosa è accaduto nell’arco di poche ore. E così un pezzo della propria vita viene temporaneamente cancellato senza che la persona ne abbia la minima consapevolezza. Una tabula rasa in cui finì anche la bimba la mattina del 18 maggio. L’esperto ha incontrato l’uomo. Lo ha ascoltato ripercorrendo la sequenza di una giornata da incubo. E ha cercato di capire, analizzando eventuali situazioni di stress sul lavoro o personali, le cause di una disconnessione delle sue facoltà mentali. Ora il sostituto procuratore Giancarlo Dominijanni attende la consulenza di parte, quella della difesa, e quella del medico legale sulle cause della morte. L’avvocato Antonio Cariello, che assiste il papà, ha indicato come professionista il dottor Guido Cappa, dirigente di psichiatria a Piacenza. Dalla sua ha l’esperienza di due casi identici a Piacenza e in provincia di Arezzo. In entrambi i casi la sua perizia si era rivelata decisiva per l’archiviazione.