Da oltre 30 anni, non disponiamo a Napoli (Asl 1 centro), la terza città metropolitana di Italia, di alcun dato certificato di incidenza e mortalità per cancro su cui fare la programmazione (non clientelare e politica) della allocazione delle risorse economiche necessarie sia per lo studio e la ricerca che per la migliore cura del cancro. Non mi è chiaro come si possa concretizzare quella “rete oncologicaregionale al centro di infiniti convegni, se non disponiamo ancora di tutti i dati epidemiologici per la relativa programmazione. Siamo in fiduciosa attesa di questi dati entro la fine della corrente estate, ma nulla sinora è stato né prodotto né anticipato.

La Asl 2, che comprende gran parte dei Comuni inquadrati come “Terra dei Fuochi”, nel lontano giugno 2017 ha prodotto e presentato in conferenza stampa, dati certamente poco rassicuranti su incidenza e mortalità per cancro, attualmente i peggiori (come era ovvio supporre) tra tutti quelli resi noti sinora dai sette registri tumori istituiti e operanti dal 2012. Questi dati però, con nostra grandissima sorpresa, sono stati immediatamente “rimangiati” dalla stessa Asl che li ha definiti (mentendo? ) “in attesa di validazione”. Dal giugno del 2017 siamo sempre in attesa di questa validazione. O si mente sulla loro validazione prima della conferenza stampa, oppure si certifica che in Campania una Asl è autorizzata a fare conferenze stampa pubbliche su dati epidemiologici gravi non ancora validati e certi.

Nel corso di questa estate 2018, abbiamo dovuto apprendere che medici e funzionari dirigenti di tale Asl 2 sono stati incriminati con l’accusa di avere truffato circa 28 milioni di euro con false certificazioni su malati terminali rimborsati anche dopo morti: dopo sanguinose battaglie civili per ottenere gli screening in corso, avevamo ricevuto a tele scopo non più di 25 milioni di euro per tutta la prevenzione secondaria in Campania.

Campania trasparente ha certificato con grandi fanfare che i terreni e le pummarole della Campania sono “puliti”, ma non una parola ha detto ancora sulla gravissima situazione di inquinamento delle acque superficiali e di falda in Terra dei Fuochi. I dati ufficiali Ispra 2012 che questo gravissimo inquinamento certificano, (pagati da tutti noi pure decine di milioni di euro) li consegneremo ufficialmente noi Medici per l’ambiente alla Commissione regionale su Terra dei Fuochi, visto che tutti fanno finta di non sapere che esistono.

Nel corso di questa sinora inutile attesa dei dati epidemiologici completi per potere migliorare concretamente la nostra Sanità regionale, sinora ancora purtroppo buon ultima in Italia come Lea (Livelli essenziali di assistenza), negli scorsi giorni abbiamo avuto invece la grande gioia di ascoltare il nostro attivissimo presidente De Luca che ci ha inorgoglito con il proclama di ben 160 milioni di euro di investimento regionale da destinare alla ricerca per la produzione di un vaccino contro il cancro. La nostra gioia sarebbe stata piena se De Luca avesse fornito lunedì anche i dati epidemiologici del registro tumori della Asl 1 Napoli centro. Contro quali principali “big killers” dobbiamo indirizzare la ricerca: fegato, polmone, prostata?

In questi ultimi decenni la strategia della comunicazione roboante per distrarre la opinione pubblica dai principali problemi irrisolti in sanità è diventata la regola strategica essenziale della comunicazione di tutte le amministrazioni campane. È meraviglioso, da medico, da ricercatore e da cittadino, sapere che abbiamo una Regione che decide di intervenire in modo così massiccio a favore della ricerca di un vaccino contro il cancro. Mi ricorda però tanto quando l’amministrazione Usa di Richard Nixon, nel 1970, decise di dichiarare guerra senza quartiere al cancro per “distrarre” l’opinione pubblica dell’epoca dalla guerra senza quartiere in corso in Vietnam: hanno perso l’una e l’altra.

A me pare che la storia ci abbia già insegnato che più si dichiara guerra al cancro puntando solo sulla ricerca e cura e nulla sulla prevenzione primaria e tutela dell’ambiente più questa guerra la si perde pesantemente, sia negli Usa che in Italia che in Campania. Investiamo quindi risorse ingentissime per la ricerca sulla cura quando ancora non abbiamo dati certi sulla nostra reale situazione epidemiologica da oltre 30 anni. Da “Campania trasparente” (mai sulle acque!) passiamo quindi oggi a “Campania roboante”. Restiamo purtroppo in (vana?) attesa di dati epidemiologici certi sul cancro che non ci sono ancora a Napoli e nei Comuni di Terra dei Fuochi.

Da medico, da competente tecnico e da ammalato, vorrei semplicemente avere una “Campania più efficiente”. E invece mi sa che sta meglio una pummarola San Marzano: è più tutelata di un cittadino campano.