Sulla ricostruzione del ponte Morandi di Genova e sull’emergenza sfollati, continua il botta e riposta tra il governo e il presidente della Liguria Giovanni Toti. L’ultimo round inizia di buon mattino con un tweet di Danilo Toninelli e continua nel corso della giornata coinvolgendo anche il vicepremier Luigi Di Maio. “Il presidente Toti si preoccupi di far rientrare in casa gli sfollati per riprendersi gli effetti personali e di dar loro un nuovo alloggio – scrive su Twitter il ministro delle Infrastrutture – Non faccia politica su Genova. Autostrade sborserà il danaro, come suo dovere, ma non ricostruirà il ponte che ha fatto crollare”.

Il politico di Forza Italia legge e risponde: le case agli sfollati “sono quasi tutte assegnate – dice dal Forum Ambrosetti a Cernobbio – Su 250 famiglie, circa 200 sono già sistemate in alloggi pubblici o con il contribuito di assistenza. Quello che dovevamo fare come Regione, Comune e Commissario lo stiamo facendo”. E passa al contrattacco, come già avvenuto negli scorsi giorni quando aveva ricordato a Di Maio che i soldi per l’emergenza Genova li stanzia il governo.

“Credo che in questa situazione, con il Mit che è un colabrodo e uno degli anelli deboli, Regione e Comune di Genova debbano essere protagonisti di questa fase – ha spiegato facendo riferimento alle dimissioni di Bruno Santoro, indagato nell’inchiesta sul crollo – Mi sembra che Toninelli dovrebbe preoccuparsi di altro invece che di quello che fa Toti. Si occupi del suo ministero, visto che la composizione della commissione del Mit è piuttosto complicata e i commissari ruotano più rapidamente che giocatori in una partita di calcio”. Poi è tornato a sottolineare quanto già espresso nelle scorse settimane, ogni volta che la tensione con Roma è salita: “I governi devono parlare con atti di legge. Al momento la legge dice che quando il Ponte Morandi sarà sbloccato dalla magistratura tornerà ad Autostrade. La realpolitik deve superare un mal interpretato giustizialismo“. 

dagli inviati a Cernobbio Capozzi, Sarcinelli, Scacciavillani

Finita? Macché. Perché dalla Fiera del Levante, è toccato a Di Maio tornare sul tema Autostrade, concessioni e ricostruzione. Il vicepremier a Bari ha parlato di “brutta sorpresa in arrivo” per la concessionaria. “Io non faccio ricostruire il ponte a chi lo ha fatto crollare. Per quanto ci riguarda il ponte Morandi lo deve ricostruire un’azienda di Stato come Fincantieri, perché – ha sostenuto Di Maio – dobbiamo monitorare cosa si farà sulla ricostruzione del ponte”. E il governatore della Liguria è tornato sul punto: “Più che una brutta sorpresa per Autostrade vorrei belle sorprese per i cittadini di Genova e per la Liguria – ha detto – Se Di Maio, invece di annunciare brutte sorprese, annunciasse delle belle sorprese credo che farebbe più efficacemente il suo lavoro”. Per poi sottolineare come la Regione Liguria sia “pronta a partire” e “stiamo solo seguendo le procedure previste dalla legge”.

E ha poi spiegato, come già detto il 27 agosto, che “governo, enti locali e Autostrade sono d’accordo su Fincantieri: siamo tutti d’accordo”. Di conseguenza, secondo Toti, “il ruolo di Autostrade è il problema minore, il problema maggiore è realizzare il ponte” e ricordando che Autostrade per legge “dovrà abbattere il manufatto chiedendo il permesso al Mit che resta proprietario. Una volta abbattuto, come prevede il contratto, Aspi deve al più presto ricostruire il ponte e renderlo fungibile, in parte in house e con gara d’appalto europea per affidare il 40% a altre aziende”. Un iter che “richiede almeno due anni”, ha evidenziato Toti, spiegando che per accelerare il processo sarà necessario “andare al di fuori del codice degli appalti“. 

Di conseguenza, ha insistito, se “il governo vuole farci un favore, faccia un decreto Genova che consenta di appaltare a chi vuole, a Fincantieri, se ci sentiamo garantiti da loro senza passare per una gara europea. Quella di farla fare a Fincantieri è una decisione squisitamente politica che vede d’accordo Comune, Regione e per una volta il governo”. Di certo, ha concluso, “non sarà un’opera solo di Fincantieri, ma ci sarà bisogno di altre aziende. Fincantieri avrebbe la leadership” del progetto. Un progetto a “km 0”, quello orchestrato dal governatore della Liguria, in buona parte già presentato negli scorsi giorni assieme all’archistar Renzo Piano e che vede il coinvolgimento anche di altre realtà locali, come l’Ilva pronta a passare nelle mani di ArcelorMittal.

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