“Essere diversi è come un elefante con la proboscide corta: una  rarità”. Lo spiega Nino, il giovanissimo protagonista di Be Kind, documentario in Concorso all’ultimo Taormina Film Festival. Bisogna avere un animo gentile per entrare e vivere le immagini che Nino Monteleone, con mamma Sabrina Paravicini, scrittrice e attrice con Monicelli e Lizzani, raccolgono per questo poema sulla diversità declinata ad un sorprendente plurale.

Intanto a Nino hanno diagnosticato da tempo un autismo infantile. Ecco allora che il suo viaggio fatto di incontri, parole, e sguardi, diventa l’esplorazione della ricchezza nella varietà. Ci sono la piccola Giulia, che ha la sindrome di Williams; la sessantenne Fabiola, vittima di un’ischemia, ora accudita dalla sorella; Valerio, un ragazzo non vedente campione di judo; Jonis Bascir, l’attore di Un medico in famiglia, nato da padre somalo e mamma italiana che ha portato in giro per l’Italia il suo monologo “Beige,  l’importanza  di  essere  diversi”; ma anche Sarah, una ragazza musulmana che ha deciso di non portare più il velo.

L’itinerario di Nino e mamma Sabrina è delicato e appassionato, artisticamente naif, un po’ come quella cravatta rossa che il protagonista indossa sopra una t-shirt e sotto una giacca un po’ larga per lui. Ad impreziosire il racconto le apparizioni di Roberto Saviano, dell’attore Fortunato Cerlino e dell’astronauta Samantha Cristoforetti. Racconto peraltro a lieto fine, perché espone il lato debole e umanissimo dei limiti superati, della speranza, delle sperimentazioni, della gentilezza e della felicità possibile per tutti.

 

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