BENVENUTI IN GERMANIA di Simon Verhoeven. Con Senta Berger, Elyas M’Barek, Heiner Lauterbach. Germania 2016. Voto 2,5/5 (DT)

Un africano (nigeriano) alla mia tavola (tedesca). Una coppia altoborghese di Monaco, non proprio annoiata ma parecchio in crisi, vista l’età quasi da pensione, decide di “adottare” ed ospitare un profugo richiedente asilo. La scelta cade su Djallo, in fuga da Boko Haram, ragazzetto saggio e simpatico, che flirta con gli adolescenti/nipoti finendo a fare video rap, dà buoni consigli alla matura coppia ospitante, e vede nascere un nuovo amore tra la figlia dei coniugi e un medico anche lui non proprio “tedesco di Germania”. La questione integrazione razziale ai tempi della morte nel Mediterraneo in una produzione tutta tedesca trattata però come una classica commedia americana contemporanea. Stereotipi sui nazi che fanno le ronde, luoghi comuni sugli scoppiati progressisti pro accoglienza e tradizionali fraintendimenti sul nero terrorista (gli incubi un po’ di tutti sugli scalmanati dell’Isis sono divertenti) che non travolgono per irresistibile satira sociale, ma nemmeno fanno annoiare per l’ovvia banalità politica. Interessante rilevare che regia, fotografia, montaggio e perfino brani musicali (tutti in lingua inglese) sembrano letteralmente precipitati dal manuale del film medio hollywoodiano.