In un momento di difficoltà, tra indagini che si chiudono e nuovi accertamenti, la sindaca di Torino Chiara Appendino si dota di un “presidio per la legalità, la trasparenza e l’efficienza amministrativa” con tre toghe: un ex magistrato, l’ex presidente della Corte d’appello Arturo Soprano, e due avvocati, la presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati Michela Malerba e il suo predecessore Mario Napoli. “Cercheremo di incidere sul rischio della corruzione – ha spiegato Soprano – Monitoreremo appalti, contratti e i legami dei dipendenti del Comune per evitare conflitti d’interessi”. A disposizione dei tre, che lavoreranno a titolo gratuito, ci sarà una segretaria e il servizio dei dipendenti del Comune che forniranno i documenti e le informazioni necessarie ai controlli. A loro potranno rivolgersi la sindaca, ma anche il consiglio comunale e i cittadini: “Se trovassimo qualcosa di sospetto segnaleremo alla procura”, ha aggiunto il presidente emerito della Corte d’appello.

Soprano sa che l’istituzione del presidio, previsto nelle linee programmatiche approvate dopo l’elezione di Appendino nel 2016, arriva in un momento di difficoltà per l’amministrazione Appendino. La sindaca è indagata insieme ad altre quindici persone, tra cui il suo ex capo di gabinetto Paolo Giordana e l’ex questore di Torino, nell’inchiesta sugli incidenti avvenuti in piazza San Carlo il 3 giugno scorso. L’accusa nei loro confronti è di omicidio colposo, lesioni colpose e disastro. Inoltre sulla sindaca, Giordana e l’assessore al Bilancio pende un’inchiesta per falso ideologico in merito all’iscrizione di un debito da 5 milioni nel bilancio. Poi c’è la recente vicenda che riguarda il portavoce di Appendino, Luca Pasquaretta, per la consulenza da 5mila euro con il Salone del libro su cui ora la procura ha avviato degli approfondimenti. “Nessuna amministrazione è esente da rischi e problemi – commenta Soprano – Io penso che la gente possa vedere il presidio come una garanzia in più e non come un’operazione d’immagine. In ogni caso abbiamo chiesto autonomia e indipendenza. Qualora non sarà più garantita lascerò l’incarico”.

Il presidio prende esempio dalle esperienze lombarde, a cui il presidente emerito della Corte d’appello si ispira anche per via della sua esperienza da magistrato nel palazzo di giustizia di Milano: “Molti colleghi, una volta pensionati, si sono messi al servizio. Sarà un effetto della riduzione dell’età di pensionamento dei magistrati”, ironizza. Al Comune di Milano è stato istituito un Comitato per la legalità, la trasparenza e l’efficienza amminstrativa, presieduto dall’ex pm di “Mani pulite” Gherardo Colombo, mentre alla Regione Lombardia c’è l’Agenzia regionale anticorruzione, che era presieduta dall’ex procuratore di Bergamo Francesco Dettori e poi, dopo le dimissioni di quest’ultimo, da Adriana Garammone. In Piemonte, invece, i progetti dell’ex presidente Roberto Cota e poi di Sergio Chiamparino non sono mai andate in porto.