Dalla risposta piccata di Meloni al caso Padoan: fare la spesa rende davvero un politico più credibile?
La leggenda del politico che deve andare a fare la spesa al supermercato per essere un politico serio è un topos della politica contemporanea destinato a non morire mai. Ieri, durante il question time alla Camera, ne abbiamo avuto l’ennesima riprova. Provocata dall’opposizione sul tema, Giorgia Meloni ha risposto piccata ‘sono andata a fare la spesa l’ultima volta al supermercato sabato scorso, se vuole può andare a chiedere… non so quando capita a lei. Ecco. Per cui, guardi, non rinuncio a stare in mezzo alla gente, non rinuncio a fare la mia vita normale, proprio perché questo mi aiuta a capire come stanno le cose’.
Eh sì, perché l’argomento retorico utilizzato nei secoli dei secoli è che se ti affacci al supermercato e magari sai anche quanto viene il pane al chilo vuol dire che hai il polso del Paese, che non sei chiuso nella realtà ovattata dei palazzi e che conosci i problemi reali della gente. E magari, crepi l’avarizia, che sei pure in grado di risolverli.
Ecco, se fosse così, praticamente il 90% della popolazione italiana, a partire da vostra madre o da vostro fratello, sarebbero in grado di fare il premier o il ministro, evincendo dal prezzo del latte le strategie più efficaci per far valere le proprie istanze al G8 o per risolvere una crisi finanziaria.
Ve la ricordate nel 2016, in un salotto televisivo, la lapidazione pubblica dell’allora ministro dell’economia Pier Carlo Padoan che non conosceva il prezzo di un litro di latte? Ecco: la domanda sorge spontanea: se Padoan avesse saputo il prezzo del latte, il governo Renzi non avrebbe fatto il Jobs Act, la politica economica sarebbe stata meno subordinata alle regole europee, avrebbero vinto il referendum costituzionale e sarebbero ancora al governo da una decina d’anni? Evidentemente dev’essere stato tutto un misunderstanding, la famosa frase ‘ce lo chiede l’Europa’ è riferita al prezzo del latte.
E ora che invece sappiamo che Giorgia Meloni va di frequente al supermercato possiamo automaticamente essere tranquilli sulla sua capacità d’intervento nelle crisi mediorientali o sulla sua idea di gestione delle nostre politiche energetiche?
No perché se fosse così, vuol dire che una coda alla cassa salverà il mondo, e allora ragazzi di che ci preoccupiamo? Potremmo fare così: invece dei programmi elettorali, prima del voto, chiediamo ai candidati di vedere tutti gli scontrini della spesa, spesa fatta personalmente di persona s’intende, facciamoci dire se pagano con carta o in contanti, se utilizzano le buste usa e getta o hanno paura che si buchino e preferiscono portarsi la sportina da casa, e una volta avuta queste notizie fondamentali, informati e con il cuore leggero, andiamo a votare: guarda come stavolta il Paese lo mettiamo a posto davvero.