I concorrenti comunque non stanno ad attendere. Ed è qui il secondo indizio che ci fa propendere per un crack Disney. La Blue Sky Studios, ovvero lo studio d’animazione di Ferdinand, è quella di Ice Age (stesso regista, Carlos Saldanha). Studio interessante, molto attento alla creatività narrativa (tutte le gag con lo scoiattolo di Ice Age, per dire), e ad un’umanizzazione degli animali che in questo periodo di grande sovraesposizione di cause ambientaliste e animaliste non può che cogliere nel segno. Ferdinand è infatti un robustissimo toro che non vuole fare la fine del padre morto nella corrida e nemmeno vuole finire a fettine in un mattatoio. Ferdinand ama semplicemente sdraiarsi sotto un albero a guardare l’infinito e a curare i fiori. Più poesia di questa non ce n’è. Se poi si aggiunge che il lato buffo e comico del racconto ha una sua organica distribuzione lungo l’intero film con la creazione di ottimi e guizzanti comprimari (in Coco obiettivamente la classicità del compare scheletro del ragazzino è davvero pesantemente classicheggiante), per il film distribuito dalla 20th Century Fox le possibilità di un Oscar crescono.

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Oscar 2018, miglior film animato: ecco perché il favorito non è più Coco

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