Sono andati a perquisirlo nella notte in casa e nel suo studio professionale. Gli agenti della squadra mobile e dello Sco hanno eseguito una perquisizione la scorsa notte a carico di Roberto De Luca, secondogenito di Vincenzo, governatore della Campania, e fratello minore di Piero, candidato del Pd alla camera per le prossime elezioni politiche. Assessore al Bilancio del comune di Salerno. De Luca junior è indagato per corruzione nell’ambito della stessa inchiesta che vede coinvolto l’ex broker dei rifiuti Nunzio Perrella.

Al centro del blitz degli investigatori il contenuto di un video di Fanpage.it in cui si vede l’ex boss di camorra Perrella con un consulente del lavoro che avrebbe fatto da intermediario tra lo stesso Perrella e il commercialista De Luca jr. Nelle immagini acquisite dagli inquirenti si fa riferimento a un accordo da chiudere sulle ecoballe, con Nunzio Perrella che si presenta come un imprenditore intenzionato a smaltire i rifiuti campani.

Nelle stesse ore sono state eseguite anche altre perquisizioni, nel corso delle indagini della Mobile e dello Sco, coordinate dai pm Amato, Sasso Del Verme, guidati dall’aggiunto Giuseppe Borrelli. Perquisizioni anche nel corso dell’altro filone delle indagini coordinate dai pm Fulco e Woodcock, che puntano sulla Sma e su Luciano Passariello, candidato del centrodestra alla Camera nel collegio uninominale di Napoli-Ponticelli, uno degli uomini più vicini a Giorgia Meloni in territorio partenopeo.

I filmati che inchiodano gli indagati fanno parte di un’inchiesta giornalistica condotta per mesi dal sito d’informazione Fanpage.it in giornata. I giornalisti hanno contattato i vertici della società regionale che si occupa della tutela dell’ambiente per proporre ‘affari’ sullo smaltimento dei fanghi. I pm, però, hanno iscritto nel registro degli indagati anche il direttore del giornale online, Francesco Piccinini, e il giornalista autore dell’inchiesta, Sasha Biazzo: l’accusa di induzione alla corruzione. “È una cosa che personalmente mi ha ferito – racconta Piccinini – appena abbiamo avuto sospetto che nei video ci potesse essere una notizia di reato sono andato in Procura a consegnare i video. Era dicembre. Nei mesi successivi abbiamo continuato il nostro lavoro, abbiamo tenuto i magistrati costantemente informati del nostro lavoro e ieri sera sono tornato dai magistrati per comunicare la nostra intenzione di pubblicare l’inchiesta sabato”.

“È evidente che c’è un pezzo di impresa collusa, di criminalità organizzata che continua a fare gli affari. E un pezzo di pubblica amministrazione che è disponibile, pur di fare affari e non preoccuparsi dell’inquinamento. É la cosa che in questa fase mi preoccupa di più”, commenta Raffaele Cantone, presidente dell’Anac. “Il sistema degli sversamenti abusivi di rifiuti continua – ha proseguito – malgrado le regole più dure e i meccanismi anche dal punto di vista formale più duri. Non mi sembra neanche che chi sversa abusivamente i rifiuti usi metodi raffinati. Ho visto un video in cui parlavano di mettere i tubi che vanno nelle fogne”.

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