META/MORO. Alle prossime elezioni vinceranno i 5Stelle. Sanremo, per il paese, è come un vecchio specchio a casa della nonna: sontuoso, antico, impolverato, ma riflette sempre la vera immagine di te stesso. Abbiamo capito che il Paese è preda alla retorica dell’incattivimento contro un sistema che contrappone “noi” a “voi” e che premia chi diviene vittima di un losco complotto di squalifica, che poi nient’altro è che cercare di far rispettare le regole. Un’Italia di poche regole, molta passione, e coesione contro tutti, dal comodo salotto di casa, mentre si guarda commossi gli sguardi di Moro, che ricordano vagamente quelli di Di Battista quando parla dei suoi viaggi a Cuba, in Erasmus. Comunque alla fine la canzone piace anche me, questa è la cosa peggiore. QUANDO ARRIVERA’ IL MOMENTO, 5STELLE, ABBIATE ALMENO PIETA’ DI NOI. Lasciateci almeno indossare Gucci in pace.

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Sanremo 2018, il meglio e il peggio secondo Martina Dell’Ombra. Baglioni come l’organismo madre alieno di Avatar, Ornella Vanoni favolosa

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