Lo scrigno di Venere, la marcia di Chopin
Spiegare tutto impiegherebbe lo spazio dell’intero FqMagazine, Sanremo compreso, e soprattutto ricorderebbe da vicino il piatto toccato al pressure test al capellone di cui non ci si ricorda mai il nome (Alberto, dice google): due gigantesche palle di toro. Per chi non ha l’on-demand, comunque, diremo che tutto l’importante è successo all’Invention test: lo scrigno di Venere. Cos’è? E’ il totem di Barbieri, che se gli tocchi l’Emilia spara. E’ soprattutto uno spettacolo che Baglioni scansati: tortellini cotti passati nel ragù, besciamella, il tutto in uno scrigno di pasta brisée. Risultato sui piatti degli aspiranti chef: basti al lettore sapere che a un certo punto il tappeto musicale è la Marcia funebre di Chopin. A Barbieri fa da bromuro il fatto che qualcuno (Antonino) gli dice alla perfezione il ripieno dei tortellini, ma dura molto molto molto poco: subito dopo lo vuole deportare da una zdora emiliana per come li fa. Rischia, infine, l’embolo quando Manuela mette dentro il ragù con il sac-a-poche.

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