MasterChef è come l’Esselunga: non chiude a Natale, non chiude a Capodanno, non chiude se c’è la Nazionale di calcio (aiuta che la Nazionale di calcio abbia fatto la fine del dodo), non chiude se Trump struca el botòn del missilone, non chiude se Cracco molla tutto per aprire un ristorante che non apre e – quel che è più grave – MasterChef non chiude nemmeno se c’è il Festival di Sanremo. E allora quei geni criminali degli autori cosa fanno per trattenere qualche spettatore in più? Invitano Renzi come la Berlinguer? No, mica scemi: la buttano su quel clima che si è creato da diverse puntate, clima sereno come una conversazione tra due pr ubriachi in una discoteca di Matanzas. “Cretino”, “Infame”, “Che palle” (rivolto a Barbieri dall’ovaiolo Fabrizio) si sente dire solo nei primi 10 minuti, con il capellone di cui non ci si ricorda mai il nome (Alberto, forse) che, alla Klugy che gli chiede se è quello il modo di fare un ragù, come se fosse sua sorella: “Cos’ha che non va il ragù?”. Ed eravamo alla Mistery box, che è come un’amichevole Francia-Far Oer. Tuttavia di amichevole in questa edizione c’è solo la pubblicità di Quattro ristoranti.

MasterChef Italia 7, la svolta criminale anti-Festival: furti, inchieste, moviole e una doppia espulsione

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