Il Festival di Sanremo procede a gonfie vele con il vento in poppa. Nonostante questo, ad una certa, ieri ho dovuto abbandonare la nave perché devo ancora recuperare i mesi di sonno persi con la prima puntata. Procedo quindi senza alcuna pietà.

MENZIONE D’ONORE SPECIALE AD ANDREA FEBO, autore (insieme a loro) della canzone di Ermal Meta e Fabrizio Moro, accusato di aver plagiato se stesso senza essersene accorto. Il premio “rincoglionito” dell’anno va a lui, che supera anche quelli della “casa a propria insaputa”. GENIO. VOTO: laurea ad honorem comprata in Albania.

MICHELLE: parte malissimo con un color ciclamino che non consiglierei neanche alla mia peggior nemica (la Raggi). Si riprende però alla grande sul finale con il più bel vestito rosso di sempre mostrandosi per ciò che davvero è: uno spot pubblicitario vivente su quanto, a 40 anni, non si possa avere alcuna scusa “di età” per fare schifo. Ottimo. VOTO: 10

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