Ogni giorno, in tutto il mondo, ci sono donne e uomini che subiscono delle violenze. In Italia secondo l’Istat nel 2016 le donne vittime di omicidio volontario sono state 149, gli uomini 251. Mediamente, due omicidi di donne su tre sono avvenuti in ambito familiare. Invece, per gli uomini in meno di un quarto dei casi vittima e autore si conoscevano prima dell’omicidio. Nella metà dei casi l’omicidio di una donna è stato commesso dal partner o dall’ex partner, gli sconosciuti sono invece il 14%. Questi dati confermano ciò che era già ampiamente noto: per le donne l’ambito familiare è il meno sicuro.

Il 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, in tutte le città sono stati fatti incontri, seminari, conferenze e manifestazioni, anche nei mass-media ne hanno parlato molto, delle donne che hanno subito violenze e che devono lasciare e denunciare gli uomini violenti, dei centri antiviolenza e di politica/finanziamenti, di prevenzione secondaria (gli interventi immediati dopo una violenza), e di prevenzione terziaria (l’assistenza a lungo termine a chi ha subito una violenza), invece si è parlato poco della prevenzione primaria, su come eliminare le cause delle violenze: non deve neanche passare per la mente a uomini/donne di uccidere, stuprare, molestare, picchiare, insultare e umiliare, un altro essere umano.

Dall’infanzia si devono educare bambine/i al rispetto e si deve spiegare l’assurdità di qualsiasi violenza compiuta su un altro essere umano. Purtroppo, oggi per la maggioranza della popolazione terrestre il concetto di essere umano è praticamente sconosciuto, per questo è importante spiegare che ogni essere umano, senza distinzioni di sesso, età, stato di salute, etnia, caratteristiche fisiche, religione, grado d’istruzione, cultura, impiego, opinione politica, condizione sociale ecc., merita sempre un rispetto incondizionato. Queste cose devono saperle anche gli adulti e i genitori, perché per i bambini non esiste il “diverso”, si riconoscono tutti uguali perché la loro attenzione è sempre sul viso (fronte, occhi e naso) degli altri bambini, sono gli adulti che insegnano che ci sono persone “diverse” (non si nasce razzisti): se vogliamo eliminare le violenze, il sessismo e il razzismo, nelle scuole si deve fare educazione all’uguaglianza (non alle differenze) e all’umanità (spiegare ai bambini il significato di “essere umano”), e le parole diversità/differenze non devono essere più usate con i bambini.

Per eliminare le violenze è necessario un cambiamento culturale, e uno degli obiettivi da raggiungere è l’uguaglianza degli esseri umani, di donne e uomini, nella società, cominciando dall’infanzia i maschi devono crescere con le stesse responsabilità delle femmine, tutti gli esseri umani devono avere non solo gli stessi diritti, ma anche gli stessi doveri. Il progresso di una nazione e la eliminazione delle violenze e delle guerre, vanno di pari passo con il coinvolgimento attivo delle donne nella società, per questo si deve spiegare che poi staranno meglio, saranno liberi, anche gli uomini.

In tutte le scuole si devono fare lezioni sulla prevenzione primaria delle violenze (si devono invitare anche i genitori), e fare incontri anche con un mediatore scolastico (che può essere anche uno studente), perché la mediazione scolastica favorisce lo sviluppo dell’empatia e i ragazzi imparano come gestire e superare i conflitti. Per eliminare le violenze sulle donne è necessario anche che la sessualità femminile sia divulgata dal punto di vista del piacere, e nelle scuole si deve fare educazione all’amore e alla sessualità, è importante perché non ci sarà mai un vero rispetto se le donne sono considerate oggetti sessuali (una vera rivoluzione sessuale per le donne non c’è mai stata).

L’oggettivazione sessuale è una forma di de-umanizzazione (vedi la prostituzione e la pornografia), ma oggi i processi di oggettivazione e auto-oggettivazione colpiscono non solo le donne, ma anche gli uomini, anche i bambini sono sempre più sottoposti all’influenza oggettivante di programmi televisivi, film, pubblicità ecc. Per questo ragazze/i devono imparare a non farsi più condizionare dall’oggettivazione mediatica. Queste lezioni si possono fare subito nelle scuole, senza spese e senza aspettare la politica, a chi interessa, soprattutto se lavorate nelle scuole, scaricate da researchgate il pdf ( e il video sul mio canale youtube Newsexology) con 120 diapositive della mia lezione sulla prevenzione primaria delle violenze.