Il 25 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Una data decisa dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999, che è diventata un simbolo di mobilitazione del mondo femminista: ogni anno, a partire dal 2000, in tutto il mondo si organizzano eventi e manifestazioni per ricordare tutte le donne che hanno subito o subiscono violenza. La scelta non è casuale: il 25 novembre del 1960 tre sorelle di Santo Domingo, Patria, Minerva e Maria Mirabal, nome in codice Mariposas, ovvero ‘le Farfalle’, furono catturate, torturate e uccise da agenti del servizio di informazione militare del regime di Rafael Leònidas Trujillo, il dittatore che per oltre 30 anni governò la Repubblica Dominicana. In loro memoria il 25 novembre del 1981 ci fu il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche: da quel momento in poi, il 25 novembre divenne la data simbolo della lotta alla violenza sulle donne.

I NUMERI NEL MONDO – Secondo Un Women, l’agenzia Onu che si occupa dei diritti femminili, circa la metà degli omicidi di donne in ogni parte del mondo è perpetrata dal partner o da un parente. Circa 120 milioni di bambine nel mondo sono state costrette a un rapporto sessuale o a un atto di natura sessuale; 200 milioni di donne e bambine hanno subito una mutilazione genitale. In Europa 62 milioni di donne sono vittime di maltrattamenti, in America una donna ogni 15 secondi viene aggredita.

I NUMERI IN ITALIA – Nei primi 10 mesi del 2017 in Italia sono state uccise 114 donne. Nel 2016 i femminicidi erano stati 150, nel 2015 142: un aumento del 5,6% con più di 20 vittime in Lombardia e 17 in Veneto. Dal 2000 a oggi le donne vittime di omicidio volontario in Italia sono state 3mila, il 37,1% di tutte le persone uccise. Dati che emergono dal quarto rapporto di Eures sul femminicidio in Italia, diffuso proprio in occasione del 25 novembre. Dei quasi 7 milioni di donne che hanno incontrato nel corso della loro vita un uomo violento, il 20% – riferisce invece l’Istat – ha subito violenza fisica, il 21% violenza sessuale. Ci sono poi 3,466 milioni di donne vittime di stalking.

Anche quest’anno, diverse sono le iniziative organizzate in tutta Italia per questa giornata simbolo.

ROMA – A Roma è in programma la manifestazione organizzata dal movimento #NonUnaDiMeno. “C’è una grandissima passione da parte delle giovani donne. Una grande voglia di partecipare per la tutela dei propri diritti e della propria libertà, di mettersi in gioco. Questo è un segnale positivo in un paese in cui la gente non va più a votare” ha affermato Lella Palladino, presidente D.i.Re, tra i comitati promotori del corteo di #Nonunadimeno. Il corteo parte da Piazza della Repubblica alle 14 e quest’anno porta con sé il “Piano femminista contro la violenza maschile sulle donne”, un documento elaborato durante l’anno con una serie di assemblee nazionali e tavoli tematici. 

Sempre nella Capitale, per la prima volta la Camera dei Deputati sarà aperta alle sole donne per l’evento #InQuantoDonna, organizzato dalla presidente Laura Boldrini con le rappresentanti di diverse associazioni impegnate sul campo. “Ho voluto celebrare il 25 novembre con un evento altamente simbolico – ha detto Boldrini- non era mai accaduto nella storia della Repubblica che l’Aula di Montecitorio fosse aperta solo alle donne. Donne comuni che hanno subito violenza o che con la violenza hanno in qualche modo a che fare”.

Telefono Rosa farà poi incontrare al Teatro Quirino di Roma circa 800 ragazzi delle scuole superiori con personaggi pubblici ed esperti nel campo della violenza di genere per sensibilizzare i ragazzi sul tema. Il numero 1522 è attivo 24 ore su 24  e fornisce in cinque diverse lingue assistenza alle vittime di stalking o violenza.

MILANO – Il Comune di Milano ha organizzato alle 15 in piazza della Scala uno spettacolo teatrale dal titolo “Le Sedie“, diretto da Donatella Massimilla della compagnia “CETEC Dentro/Fuori San Vittore”, collegato alla campagna nazionale “Posto occupato”: durante le riunioni consiliari a Palazzo Marino, infatti, una sedia viene lasciata vuota per ricordare le donne vittime di femminicidio, donne che una volta occupavano un posto nella società. Sulla stessa linea è anche l’inaugurazione di una “Panchina Rossa” in Piazza Castello come simbolo di denuncia. Per tutta la giornata poi, sugli autobus della linea 94 un posto sarà contrassegnato da un adesivo della campagna e resterà libero proprio per ricordare ai passeggeri le donne vittime di violenza. Alle 16, Jo Squillo presenterà insieme a Giusi Versace, un nuovo Wall of Dolls nella Casa delle Arti Alda Merini: a Milano il primo muro con appese decine di bambole fu creato nel 2013. La giornata si concluderà alle 18.00 in piazza Duomo con un “flash mob”. E dal 24 al 26 novembre, il Pirellone si illumina con la scritta ‘Non sei da sola’.

FIRENZE – Tra le iniziative organizzate dal Comune di Firenze, c’è una partita di solidarietà, una sfida di calcio a sette in programma allo stadio Bozzi di via Borgonovo tra il Palazzo Vecchio Football Club e la Nazionale delle parlamentari italiane. A dare il calcio d’inizio, alle ore 15, sarà il sindaco Dario Nardella. In città c’è anche il primo Festival dei diritti, organizzato all’assessorato al welfare con numerose associazioni da domani, giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne istituita dalle Nazioni Unite, fino al primo dicembre, giornata mondiale contro l’Aids. Inoltre, tutti i principali monumenti si accenderanno di arancione per un’iniziativa internazionale dedicata alla giornata.

IN TV – Per l’occasione Rai, Mediaset e Real Time dedicano parte della loro programmazione a questo tema: alle 21.30 su Rai 1 va in onda Io ci sono, la fiction dedicata alla vicenda di Lucia Annibali; le reti Canale 5, TopCrime, LA5, Iris e Italia2 trasmettono in prima tv il cortometraggio Uccisa in attesa di giudizio, protagonisti Ambra Angiolini e Alessio Boni, realizzato dall’associazione Doppia Difesa fondata da Michelle Hunziker e dell’avvocato Giulia Bongiorno. Real Time invece, alle 21.10 trasmette in prima visione Sara, il docufilm che parla della storia di Sara Di Pietrantonio, ragazza romana di 22 anni uccisa dall’ex fidanzato e poi data alle fiamme il 29 maggio 2016.