“Siamo sulla strada”. Bastano tre parole pronunciate con amarezza dalla dirigente Silvana Nicolina Agnes per comprendere la situazione del liceo scientifico “Pasquale Stanislao Mancini” di Avellino. Da lunedì mattina 1.250 studenti, a seguito del provvedimento di sequestro dello storico edificio di via Lorenzo de Conciliis, non hanno più un’aula e non seguono più una lezione. Posti i sigilli all’istituto non si è pensato a dove mandare questi ragazzi. I carabinieri venerdì sera hanno notificato alla dirigente, già sottoposta ad avviso di garanzia all’inizio delle indagini, la decisione del gip del tribunale di Avellino Vincenzo Landolfi che ha deciso di chiudere preventivamente l’edificio a seguito dei sopralluoghi svolti dai tecnici consulenti della Procura.

“Da lunedì gli studenti non hanno più un posto dove andare a scuola. Non solo ma non abbiamo più nemmeno gli uffici di segreteria e neanche la presidenza. Siamo penalizzati anche dal punto di vista dell’attività burocratica necessaria al funzionamento della stessa scuola. Siamo di fronte al blocco di tutta l’attività amministrativa con conseguenze molto gravi”. Di soluzioni per ora non se ne vedono. Collocare oltre mille ragazzi non è facile. Lo ammette la stessa preside: “Io sono solo la dirigente. Le soluzioni devono arrivare dalla Provincia che è proprietaria dello stabile e dall’ufficio scolastico territoriale”.

Silvana Nicolina Agnes, indagata con il presidente della Provincia Domenico Gambacorta e altri due funzionari, uno comunale e l’altro provinciale, non è preoccupata: “Nei mesi scorsi il professor Luigi Petti, docente di costruzioni in zona sismica dell’Università di Salerno ha verificato la stabilità e staticità della sede e si è pronunciato per l’assenza di pericolosità. Successivamente è subentrata una denuncia di alcuni genitori che ha messo in discussione la perizia tecnica per cui la Procura a fini cautelativi ha posto i sigilli allo stabile. Non entro nel merito ma per quattro mesi abbiamo avuto a scuola una squadra che ha lavorato, che ha fatto le prove di carico sui solai. La perizia è stata messa in discussione da due tecnici della Procura che in una mezza giornata hanno rilevato degli errori nella relazione di Petti”. Alla dirigente sfugge anche qualche parola polemica su quanto sta accadendo: “I veri motivi di chi ha montato questa vicenda non sono chiari”.

Di fatto Petti aveva stilato la relazione per conto della Provincia e della dirigenza scolastica. La chiusura arriva dopo diversi sopralluoghi della Procura iniziati già ad ottobre. Sui motivi per ora c’è il massimo riserbo ma tutto sembra convergere sulla questione sicurezza. Intanto ieri anche Federconsumatori si è fatta sentire con un comunicato: “Lungi dal voler entrare nel merito della vicenda giudiziaria, a tutela della vasta utenza interessata dal provvedimento ed al fine di limitare un grave disservizio, chiediamo alla Procura di Avellino di disporre il dissequestro dell’immobile, quantomeno per il tempo necessario ad individuare idonee soluzioni alternative”.