Lo hanno ammazzato all’ora di pranzo nella sua rosticceria davanti ai turisti, alla moglie e alla figlia di pochi mesi. I killer si sono presentati in scooter alle 14 nel centro storico di Vieste, in provincia di Foggia, e hanno fatto fuoco contro Omar Trotta, 31 anni. L’uomo ha diversi precedenti penali ed era stato arrestato sette anni fa in una retata per droga ed estorsione.

Con ogni probabilità, è stata un’esecuzione maturata in ambienti mafiosi. Nella quale è rimasto ferito un altro ragazzo di 21 anni che era seduto al tavolo con la vittima ed è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di San Giovanni Rotondo. Si tratta dell’omicidio numero undici dall’inizio del 2017 nel Foggiano, terra insanguinata da una guerra di mala tra le più cruente degli ultimi anni, come raccontato da ilfattoquotidiano.it a giugno.

Stando alle prime ricostruzioni, l’agguato potrebbe essere una vendetta all’interno della faida di Vieste riaccesasi con l’omicidio di Onofrio Notarangelo, fatto fuori il 27 gennaio e proseguita a maggio con il caso di lupara bianca che ha coinvolto suo figlio Pasquale. I due sono rispettivamente fratello e nipote del boss Angelo Notarangelo, assassinato nel 2015.

Da mesi nella cittadina turistica sul Gargano si stanno fronteggiando gli uomini rimasti fedeli alla famiglia del boss assassinato e gli scissionisti legati al giovane Marco Raduano, ex braccio destro di Notarangelo tornato in libertà a febbraio e da allora sparito dai radar. Secondo il Corriere del Mezzogiorno, che cita i commenti di chi è arrivato davanti al ristorante nei minuti successivi alla sparatoria, a Trotta era stato detto: “Non arriverai a vedere il battesimo di tua figlia”.

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