Chat Delmastro bloccate, Avs-M5s-Pd: “Da Fontana gravissima lesione delle prerogative parlamentari”
Protesta dei parlamentari di opposizione in giunta per le Autorizzazioni dopo che è stato loro negato l’accesso alle chat tra l’ex sottosegretario Fdi Andrea Delmastro e Mauro Caroccia. Per due ore i sei deputati di centrosinistra sono rimasti barricati dentro gli uffici, chiedendo una risposta a Fontana. A lui si sono rivolti con una nota congiunta firmata Avs-Pd-M5s: “Il presidente ha scelto di produrre una gravissima lesione delle prerogative parlamentari. Ci riserviamo di agire in ogni sede a tutela delle nostre prerogative parlamentari e della dignità e autonomia dell’istituzione, oggi offesa da chi più di ogni altro dovrebbe garantirla”. Il presidente dell’organismo Devis Dori, in una conferenza stampa, ha ribadito di voler un atto formale “con il quale Fontana impone agli uffici formalmente di non collaborare”. Il leghista ha quindi risposto ribadendo di “aver già comunicato la decisione nella serata del 30 luglio” e di voler sottoporre la questione alla giunta per il regolamento che si riunirà lunedì.
Sono stati sei i deputati di centrosinistra che sono rimasti all’interno della giunta. Oltre a Dori, anche i dem Federico Gianassi e Matteo Orfini (Pd), i 5 stelle Daniela Torto, Carla Giuliano ed Enrica Alifano. “La maggioranza”, hanno dichiarato i parlamentari M5s, “è chiaramente nel panico, è terrorizzata anche dall’idea che solamente i componenti della Giunta leggano il materiale inviato dalla magistratura e relativo alla vicenda del deputato Delmastro. Sembrano pronti a tutto, anche a chiedere che si ricorra ad ogni forzatura utile alla loro causa. Di cosa esattamente hanno paura? In tutto questo dov’è Giorgia Meloni? Chi l’ha vista? Dica qualcosa, spieghi perchè il suo partito ha il terrore che qualcuno legga quelle carte”.
Solo ieri era stato rinviato il voto sulle chat che avrebbe dovuto esserci a Montecitorio. Il procuratore Lo Voi ha infatti scritto una lettera ai parlamentari ribadendo come le conversazioni tra il deputato Fdi e l’ex prestanome del clan Senese siano “fondamentali per l’inchiesta”. Insieme ha allegato anche un cd con le chat. A quel punto la decisione dei capigruppo è stata quella di tornare in giunta per le Autorizzazioni (dove era stato già deciso il No) e rivalutare il dossier alla luce del nuovo materiale. Materiale che, però, al momento i parlamentari non possono neanche visionare. E il fatto che Delmastro abbia annunciato di aver personalmente inoltrato alla Procura di Roma le sue chat, secondo Dori “a livello tecnico non cambia nulla, perchè” l’accesso dei pm a tali conversazione non attiene” alle prerogative del singolo deputato, ma alla tutela della funzione parlamentare”. Per sbloccare l’impasse con “trasparenza”, “l’unica cosa che Delmastro può fare è venire in Aula al momento del voto e dire ‘votate a favore dell’acquisizione” da parte della Procura del materiale. Dori ha citato a tal proposito un precedente: segua “l’esempio di Andreotti che il 13 maggio del 1993 chiese egli stesso in Senato ai colleghi un voto favorevole”.
Dori – sostenuto dal resto del centrosinistra – nel pomeriggio del 30 luglio aveva dato il via libera alla consultabilità del materiale della Procura da parte dei componenti della giunta, nonostante la contrarietà del centrodestra. La maggioranza, quindi, si è appellata a Lorenzo Fontana chiedendogli la convocazione della giunta per il regolamento di Montecitorio: una mossa che a fine giornata aveva portato di fatto al “congelamento” della possibilità di accedere agli atti fino a lunedì, quando si sarebbe riunito l’organismo incaricato di dirimere le controversie interne a Montecitorio.
Ma in tarda serata Dori, a sua volta, con una nota aveva confermato la sua decisione di far visionare la documentazione ai membri della giunta, a partire da questa mattina alle 10, essendoci – come ha spiegato – dei “precedenti”. Questa mattina però all’orario indicato i commissari arrivati alla Camera non hanno avuto accesso al materiale in questione.