1988 – Francesco Nuti – Sarà per te

Un comico cinematografico all’apice del successo vuole andare a Sanremo. Ma non per declamare monologhi o toccare i testicoli al presentatore (si veda sempre Roberto Benigni). E nemmeno per cantare “una canzoncina un po’ sveltina in do” (leggasi Renzo Arbore con Il clarinetto, vero exploit semiserio all’Ariston nel 1986). Nuti è quello di Pupp’a pera, il brano travolgente che canta nel film Madonna che silenzio c’è stasera. C’è da aspettarsi un cataclisma. E invece che accade? Il comico di Prato la mette sull’intimista e il tragico. Tutti quelli che l’hanno visto se lo ricordano benissimo. L’inizio dell’esibizione sanremese vede Nuti seduto e sconsolato sull’ultimo gradino della grande scalinata del palco dell’Ariston. Camicia sbottonata, testa dondolante, e subito tre versi senza un accordo orecchiabile che uno che non fanno la storia della musica: “E se il tempo passa, sarà per te/ E se non è mai presto, sarà per te/Se ho sbagliato e ho riprovato sarà per te”. Il brano è del cugino, Riccardo Mariotto, e lo incideranno nuovamente Mina e Marco Masini. Ma quella rabbiosa malinconia, quella forzata intensità nell’interpretazione mette Nuti tra i memorabili urlatori romantici del festival.

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