Pubblichiamo una lettera aperta di Mario Capanna, già leader del ’68 milanese, all’ex compagno di movimento Paolo Gentiloni, presidente del consiglio, in risposta a una polemica sollevata da Aldo Grasso sul Corriere della Sera.

Il Colle, 23 dicembre 2016

LETTERA APERTA A PAOLO GENTILONI

Caro Presidente,
mi rivolgo a Te in forma pubblica, perché credo che rivesta un interesse collettivo la proposta che Ti avanzo.

PREMESSA.
Per aver io argomentato pubblicamente che Tu sei diventato il “clone di Renzi” e “quantum mutatus ab illo” (Tu che in gioventù lottasti al mio fianco), sono incorso nelle ire del Corriere della Sera. Scrivendovi in prima pagina, domenica 18 dicembre, Aldo Grasso, sentenziava, prendendo le Tue difese, che io avrei “un’idea fissa”, consistente nel “vietato cambiare idea (rispetto al ’68, n.d.r.), vietato crescere, vietato pensare con la propria testa”.

Addebitandomi, il fustigatore di banalità, proprio il contrario di ciò che penso: liberissimo uno di cambiare idee e liberissimo un altro di valutare quel cambiamento. O no? Tu hai cambiato profondamente idee e io mi sono permesso di esprimere una valutazione negativa in merito. Reato di lesa maestà?

Sono in buona compagnia, se è vero che, come riportato da Repubblica, il Tuo neonato governo, nei giudizi espressi dalla Rete, riceve un gradimento pari ad appena il 17,5 per cento, ben più basso non solo del governo Renzi, ma persino del governo Letta…

Il Corriere della Sera, poi, non pago, ha postato per tre giorni sul suo sito online le squinternate facezie di Grasso, con accanto il link di richiamo della trasmissione di Giletti (vecchia di quasi due anni) dove partecipai, guardandosi bene dal fornire ai lettori elementi per formarsi un giudizio critico, quali: a) l’inqualificabile comportamento tenuto da Giletti contro di me fu oggetto di severe interrogazioni parlamentari; b) fu stigmatizzato in sede di Commissione parlamentare di vigilanza; c) quel conduttore si vide appioppare dalla Rai una multa di ben 25 mila euro!

Eccole qui l’obiettività, la correttezza e la completezza dell’informazione… Questo atteggiamento del grosso dei media è un problema serio: gli avversari del potere sono sottoposti a tentativi concentrici di delegittimazione morale, con la tattica del “calunnia, calunnia… qualcosa resta”.

Io credo che Tu non hai bisogno di simili servigi, e faresti bene a dissociartene con pubblica chiarezza.

PROPOSTA.
Quanto sopra premesso, Ti invito a un pubblico confronto, in una sede adeguata e con totali garanzie di corretta e buona accoglienza. Vedi: la situazione politica sta assumendo, con il Tuo governo, aspetti paradossali. Il 60 per cento dei cittadini ha detto basta; ma il Pd e Tu continuate a manovrare, forti del vostro… 40 per cento…

Non sarebbe meglio, e più giusto, che il governo si sforzi di ascoltare le ragioni della maggioranza degli italiani? Di chi si oppone allo stato esistente delle cose, ma che, oltre ai no, dice molti sì. Ad esempio: sì alla costruzione di nuove forme di democrazia diretta e partecipata, sì alla rivitalizzazione e valorizzazione del Cnel, sì a politiche di investimenti realmente finalizzate a creare lavoro, per esempio riducendo drasticamente le spese militari ecc.

Ci troveremmo, insieme, in mezzo a una bella compagnia formata dai giovani… di ieri e da quelli di oggi, con il contributo di interlocutori culturali, politici, economici. Sarebbe un bel modo, anche, di guardarci di nuovo negli occhi, mettendo al primo posto la progettualità e facendo, credo, cosa utile alla collettività nazionale.

Io sono a tua disposizione, insieme a mille altri. Ti sarò grato per un cortese cenno di riscontro.
Con cordiali auguri di buone feste.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Atac, a Roma salta servizio regolare per metro e bus a Natale e Capodanno. Sindacati: “Ha vinto il buon senso”

next
Articolo Successivo

Lega in presidio a Sesto San Giovanni, Salvini: “Chi toglie presepi dalle scuole è complice dei tagliagole”

next