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Poi arrivano i video, da chi esprime considerazioni sui responsabili dell’attentato – “la veranda del bistrot Comptoir Voltaire non è saltata in aria, i danni all’interno del locale sono modesti per essere stato un kamikaze. E in più c’è poco sangue” – fino a chi “smaschera” l’intervento di un giornalista di Fox News. Bene: la figlia di un giornalista della rete, Geraldo Rivera, parla dopo gli attentati e spiega che la figlia si trovava allo Stade de France, quando ha sentito nitidamente tre esplosioni. Ma compare una scritta in sovrimpressione: “Ma chi mai farebbe tutta quella strada, dagli Usa alla Francia solo per andare a vedere una partita di calcio?”. In più, gli “ospedali francesi erano stati avvisati dalle autorità poche ore prima di un attacco”: nel corso della mattinata, infatti, c’era stata un’esercitazione alla quale avevano partecipato medici d’emergenza e personale sanitario. “Esercitazioni che hanno provocato la morte di 150 persone”, si legge sui siti cospirazionisti online. Ma questi tipi di operazione in Francia si sono intensificati dall’attacco di Charlie Hebdo, per testare la prontezza dei soccorsi in caso di sparatorie di massa. A destare i dubbi degli utenti subentrano anche i passaporti degli attentatori che “magicamente” sopravvivono agli attacchi e vengono ritrovati a pochi metri dal punto in cui si sono verificate le esplosioni.

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