Nessuna novità è emersa dall’ispezione dei parlamentari del Movimento 5 Stelle, Luigi Gallo e Andrea Cioffi, nella discarica Cava Sari 2 di Terzigno (Napoli), scaturita in seguito alla pubblicazione di un controverso rapporto dell’Arpac. Restano gli stessi dubbi e interrogativi palesati prima dell’ingresso e quella sottile paura che nella falda siano finite sostanze pericolose per la salute pubblica. Questo nonostante le piene rassicurazioni del personale della Sapna e di Ecodeco (gruppo A2/A), le società che gestiscono lo sversatoio chiuso da circa un anno e riconvertito a impianto di estrazione del biogas per la produzione di energia elettrica. I tecnici delle due imprese hanno messo a disposizione dei parlamentari del M5S tutta la documentazione in loro possesso. Ma la richiesta di prelevare “al momento” un campione d’acqua da uno dei pozzi di controllo per far svolgere un’analisi indipendente, avanzata da Cioffi, Gallo e dagli esperti di loro fiducia, non è stata accolta dal direttore dell’impianto. “Saranno analisi di nessun valore legale, lo sappiamo, ma vorremmo farle”, hanno insistito i parlamentari. “Bisognerebbe farla in contraddittorio tra le parti, ora non è possibile e non ho l’autorizzazione del dirigente della Sapna”, ha replicato il direttore.  L’ispezione è stata preceduta da una protesta al cancello d’ingresso di alcune esponenti del comitato ‘Mamme Vulcaniche’, in prima linea durante le lotte antidiscarica di tre anni fa  di Vincenzo Iurillo e Andrea Postiglione

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