Al termine della giornata in cui la Camera ha dato il via libera alla missione italiana in acque libiche, Al Arabiya dà notizia via Twitter che l’uomo forte di Tobruk, il generale Kalifa Haftar, ha dato ordine alle sue forze di bombardare le nostre navi il cui invio è stato invece sollecitato da Al Serraj. Fonti del governo italiano hanno però smentito all’Agi l’attendibilità della notizia. Proprio oggi lo Stato Maggiore della Difesa aveva annunciato che la nave Comandante Borsini, già impiegata nell’ambito del dispositivo dell’operazione “Mare Sicuro”, era entrata nelle acque territoriali libiche dopo aver ricevuto le necessarie autorizzazioni, facendo rotta verso il porto della città di Tripoli.

Questo dopo che l’intervento mirato ad arginare i flussi di migranti ha avuto il via libera di Montecitorio, con 328 sì e 113 no. Il Movimento 5 stelle ha votato no e attaccato, come la Lega. Il centrodestra è andato in ordine sparso ma, turandosi il naso, non si è messo di traverso. Mdp prima ha ottenuot alcune modifiche nel testo proposto dal governo, ma poi al momento del voto si è spaccato, con gli ex Sel a votare contro. Le dichiarazioni di voto e il dibattito in aula, però, hanno testimoniato un clima ben diverso.

La testimonianza plastica arriva dalla situazione di Mdp, che all’inizio era nettamente contrario “a un intervento di terra o un blocco navale”, per dirla con le parole di Eleonora Cimbro. La deputata ha espresso soddisfazione per la discussione in aula, ma ha accusato che “sono stati approvati emendamenti di Fi che chiedono di passare al livello 3 di Sofia, si tratta di un atteggiamento schizofrenico oppure siamo di fronte a un accordo politico tra Pd e Forza Italia“. Successivamente, però, Mdp ha ottenuto l’apertura del governo ad alcune modifiche al testo, tra cui un passaggio che esclude un intervento di terra. La ‘conquista’ però non è servita ad evitare la spaccatura interna, riassunta nelle parole dell’ex Sel Arturo Scotto: “È un tragico errore” ha detto, sottolineando “l’incerto contesto di legittimità e di relazioni internazionali, determinato dalla fretta con cui si è reagiti all’iniziativa francese”. Per Scotto, “si tratta di una missione dettata da contingenze di carattere elettorale e da una certa “ansia da prestazione” nei confronti dell’attivismo francese” e per questo ha votato contro.

Anche il centrodestra si è diviso. Forza Italia ha votato a favore della risoluzione, turandosi il naso e dicendo sì – come dice Brunetta – “solo per senso di responsabilità”. Di tutt’altro avviso la Lega Nord che invece ha votato contro: “L’unica soluzione – spiega Giancarlo Giorgetti, vice segretario del Carroccio – era il blocco navale”. Fratelli d’Italia invece ha scelto l’astensione: “Quello di oggi è un timido intervento”, osserva la leader di Fdi Giorgia Meloni convinta che “l’Italia sia diventata il campo profughi dell’Europa“.

Durissimo, invece, l’intervento di Alessandro Di Battista: “Non possiamo votare a favore di una missione arrabattata, non si può avallare – ha detto il deputato grillino – M5s vota contro perché non c’è certezza delle regole di ingaggio, non si sa chi guida la missione e in quali acque e non possiamo in questa fase avallare ennesimo l’intervento spot. Non ce lo possiamo permettere – ha continuato – come prima forza del Paese, la missione navale è assolutamente risibile, conosciamo il vostro comportamento spot fatto di slogan per riempire i giornali. La questione libica – è stato l’attacco pentastellato – è una cosa seria, non ci si può mettere a novanta gradi se stiamo parlando di interesse generale“. Non poteva mancare, nell’intervento di Di Battista, un accenno alla questione dei rapporti di forza con la Francia: “I francesi si sono beccati il petrolio, noi i barconi” ha detto Di Battista, che ha sottolineato come si tratti solo di “provvedimenti spot”. Di Battista, quindi, ha accusato il governo di mettersi “a 90 gradi” rimarcando le critiche per i rapporti con la Francia e la contrarietà del M5S, “la prima forza politica del Paese”.