Nuovo passo verso la scarcerazione per Marcello Dell’Utri. Il Tribunale di sorveglianza di Roma ha deciso di sottoporre l’ex senatore di Forza Italia a una nuova perizia medica. La nuova relazione dovrà stabilire se le condizioni di Dell’Utri sono compatibili con il regime carcerario. L’incarico sarà affidato l’ 8 agosto prossimo ma ci vorranno settimane per avere un nuovo esito.

“È esattamente quello volevamo”, ha commentato con il Corriere della Sera l’avvocato Alessandro de Federicis che definisce “gravi” le condizioni del suo cliente. “Stare in carcere con le patologie cardiovascolari che ho è incompatibile. C’è una palese incompatibilità e voglio essere trattato come una qualsiasi altra persona e non da politico, non da prigioniero politico”, aveva detto invece il fondatore di Forza Italia, intervistato su La 7.

Come documentato dal fattoquotidiano.it, infatti, Dell’Utri punta da più di un anno a ottenere gli arresti domiciliari per motivi di salute. Condannato in via definitiva a sette anni di carcere per concorso esterno a Cosa nostra, arrestato a Beirut, in Libano, dopo due mesi di latitanza, l’ex parlamentare forzista era stato rinchiuso nel carcere di Parma nel giugno del 2014. Poi nel maggio scorso 2016 è arrivato il trasferimento nel penitenziario capitolino, per motivi di salute. Dal 13 maggio , quindi, Dell’Utri viene ricoverato nel reparto protetto dell’ospedale Pertini, dove – a partire dal 26 maggio 2016– si sottopone ad una serie di visite specialistiche.

Il 10 maggio scorso il medico dell’ istituto di pena romano aveva deliniato in una relazione del 10 maggio scorso un quadro clinico “non compatibile” con il regime carcerario. Adesso dunque i giudici di Sorveglianza ha concesso che sia un altro medico ad esprimersi sule condizioni dello storico braccio destro di Berlusconi.

L’udienza del tribunale di sorveglianza era stata fissata in un primo momento per il 21 settembre del 2017 ma il 3 luglio scorso la giudice Valeria Tomassini ha deciso d’anticiparla. Nel frattempo il quotidiano Il Tempo ha lanciato una petizione per sostenere la scarcerazione di Dell’Utri. A firmarla, oltre a una serie di politici, giornalisti e imprenditori di centrodestra anche Michele Anzaldie Francesco Boccia del Pd.