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Iran, Trump sui negoziati: “Offriamo accordo equo”. Manda Vance in Pakistan e minaccia. Teheran non si fida: secondo round di colloqui in bilico

Scambio di accuse tra Washington e Teheran su chi ha violato il cessate il fuoco. Trump: "Israele è un grande alleato a differenza di altri". Riservista Idf ucciso in Libano, altri 9 feriti. Respinte due petroliere nello stretto di Hormuz. Annunciata, smentita e di nuovo annunciata la presenza di Vance a Islamabad
Iran, Trump sui negoziati: “Offriamo accordo equo”. Manda Vance in Pakistan e minaccia. Teheran non si fida: secondo round di colloqui in bilico
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  • 20:54

    Annunci, dubbi e minacce: secondo round di negoziati in bilico

    Annunci, incognite e minacce. Ancora avvolto nel dubbio il secondo round di negoziati tra Usa e Iran in Pakistan, dopo l’annuncio del presidente degli Stati Uniti. Se da Teheran arrivano segnali di apparente chiusura, Donald Trump assicura che la pace si raggiungerà “in un modo o nell’altro”. Con le buone o con le cattive, quindi, tanto che non mancano le minacce per l’Iran: “Offriamo un accordo equo. Se non accettano distruggeremo ponti e centrali“. Tra scambio di accuse per chi ha violato la tregua con il blocco dello Stretto di Hormuz, il regime iraniano tiene il punto sul diritto al nucleare. Ora però si attendono sviluppi da Islamabad: il team americano guidato da Jd Vance ha avuto il via libera per volare in Pakistan, ma in serata i media iraniani hanno messo in seria discussione la partecipazione dei rappresentanti degli ayatollah.
    La domenica di Trump è trascorsa alla Casa Bianca con una serie di interviste preparatorie ai nuovi colloqui con l’Iran, dopo il fallimento del primo round l’11 aprile scorso. La prima notizia, non scontata (e intervallata da smentite e conferma), è che la sua delegazione andrà in Pakistan con il solito formato: oltre a Vance, Jared Kushner e Steve Witkoff. Sul piatto, nella sua visione, c’è un “accordo equo e ragionevole” proposto alla controparte, che farebbe meglio ad accettare. Altrimenti, il presidente smetterà di fare il “bravo ragazzo” e ordinerà la distruzione delle infrastrutture della Repubblica Islamica. È la loro “ultima possibilità“, ha avvertito, annunciando una lettera agli iraniani per mettere in chiaro “cosa è a rischio se non ci sarà un’intesa”.
    Per il regime l’accordo è “ancora lontano”: lo speaker del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf ha parlato di “molte divergenze e alcuni punti fondamentali irrisolti“. Uno di questi è il dossier nucleare: “Trump non ha il diritto di negarci i suoi benefici”, ha specificato il presidente Masoud Pezeshkian. L’altro nodo che mette a rischio i colloqui resta Hormuz. Gli Usa, in particolare, insistono sulla riapertura dello Stretto (altre due petroliere sono state costrette a fare marcia indietro), mentre i Pasdaran ribattono che non si sarà nessun negoziato se gli americani manterranno il blocco navale sui porti iraniani.
    La linea dura della Guardie Rivoluzionarie, al termine di una giornata di conferme e smentite, potrebbe avere prevalso. L’agenzia Irna ha fatto sapere che non c’è “nessuna chiara prospettiva di successo nei negoziati”, anche per via delle “richieste irragionevoli” di Washington. Fars e Tasnim, senza confermare una decisione delle autorità in un senso o nell’altro, hanno rilevato che “l’atmosfera generale non può essere valutata come molto positiva”. Secondo una ricostruzione di Axios, a Teheran c’è il sospetto che le dichiarazioni di Trump su un possibile accordo possano essere una copertura per un attacco a sorpresa da parte degli Stati Uniti.
    Tutto resta sospeso. In precedenza altre fonti iraniane interpellate dalla Cnn avevano parlato di un team negoziale in arrivo a Islamabad martedì, con l’aspettativa di trovare un’intesa almeno sul prolungamento della tregua. Inoltre la riapertura del traffico aereo internazionale da Mashhad, la seconda città del Paese, che era stata colpita dai bombardamenti americani e israeliani, aveva suggerito che la ripresa della guerra non fosse imminente.
    Nel frattempo la più grande portaerei del mondo, la Uss Gerald R. Ford, è rientrata nelle acque del Medio Oriente dopo essere rimasta in porto del Mediterraneo per delle riparazioni. Dalla Ford potrebbero partire i caccia per riprendere i raid su obiettivi iraniani, a negoziato fallito: sembra essere questa l’opzione militare preferita da Trump, che secondo il Wall Street Journal non approvò la conquista dell’isola di Kharg temendo un numero significativo di vittime fra i soldati. Il fatto è che anche gli iraniani si stanno preparando a riprendere le ostilità: gli alti comandi aerei hanno assicurato che “durante il cessate il fuoco è aumentata la nostra velocità di rifornimento delle piattaforme di lancio di missili e droni rispetto a prima della guerra”.

  • 20:02

    Regno Unito: “Situazione a Hormuz è critica”

    L’esercito del Regno Unito ha dichiarato che la situazione nello Stretto di Hormuz e nel Golfo Persico è “critica“. Il centro operativo per le operazioni commerciali marittime del Regno Unito (Ukmto), gestito dalle forze armate, ha segnalato “un elevato livello di attività da parte delle forze navali nella regione”. Si afferma che esiste un “rischio di attacco o di errore di valutazione” nel corso d’acqua.

  • 20:01

    Negoziati non confermati ma Islamabad si prepara

    Islamabad si sta preparando a ospitare il secondo round di negoziati tra Usa e Iran, che secondo quanto annunciato dal presidente Usa Donald Trump dovrebbero prendere il via domani, anche se mancano ancora le conferme di Pakistan e Iran, con alcuni media statali iraniani che scrivono che Teheran non prenderà parte ad alcun colloquio finché Washingon non solleverà il proprio blocco navale. Stando a quanto riporta il New York Times, la capitale pakistana è stata messa in stato di massima sicurezza, con una modalità simile a quella adottata per i colloqui dello scorso fine settimana. Le autorità hanno definito un perimetro di tre chilometri ed evacuato l’hotel di lusso dove la delegazione Usa, guidata dal vicepresidente JD Vance, ha incontrato i funzionari iraniani. Inoltre, i funzionari pakistani hanno dichiarato che avrebbero dispiegato altri 10.000 uomini delle forze di sicurezza in città, inclusi centinaia di forze speciali e cecchini. Come confermato dalla Casa Bianca, e nonostante indicazioni in senso contrario da parte del presidente Donald Trump, Vance guiderà anche questo round di negoziati. Parteciperanno anche l’inviato speciale del presidente Steve Witkoff e il genero di Trump Jared Kushner.

  • 19:57

    Axios: “L’Iran teme che i colloqui siano una trappola per un attacco a sorpresa”

    L’Iran sta ridimensionando le aspettative rispetto ad un nuovo round negoziale a Islamabad e sembra sospettare che le dichiarazioni di Donald Trump su un possibile accordo possano essere una copertura per un attacco a sorpresa da parte degli Stati Uniti. Lo scrive Axios. Fino al pomeriggio gli iraniani non avevano ancora confermato l’invio di negoziatori a Islamabad, e diversi funzionari iraniani hanno sollevato l’ipotesi che la vera intenzione di Trump possa essere quella di riprendere la guerra. L’agenzia di stampa statale iraniana Irna ha negato che fossero previsti colloqui e ha affermato che le “richieste irragionevoli e irrealistiche, i frequenti cambi di posizione, le continue contraddizioni” e il blocco in corso dell’amministrazione Trump “non lasciano alcuna chiara prospettiva di negoziati fruttuosi”. Non è chiaro, aggiunge Axios, quando esattamente dovrebbero iniziare i colloqui, né quando Vance dovrebbe lasciare Washington.

  • 19:04

    Media Iran: “Teheran respinge secondo round di colloqui”

    L’Iran ha respinto l’ipotesi di un secondo round di colloqui di pace con gli Stati Uniti, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale iraniana Irna, ripresa da Sky News. L’assenza di Teheran dai colloqui è dovuta alle “richieste eccessive di Washington, alle aspettative irrealistiche, ai continui cambiamenti di posizione, alle ripetute contraddizioni e al blocco navale in corso”, ha riferito l’agenzia.

  • 19:02

    Idf pubblicano mappa del territorio sotto il loro controllo in Libano

    Per la prima volta, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno pubblicato una mappa della loro nuova linea di schieramento all’interno del Libano, a pochi giorni dall’entrata in vigore di un cessate il fuoco. Tale linea si estende da est a ovest e dista dai 5 ai 10 chilometri dal confine settentrionale di Israele, andando a definire l’area che Israele ha dichiarato di voler rendere una “zona cuscinetto” e che include decine di villaggi svuotati dal trasferimento forzato israeliano e distrutti. “Cinque divisioni, insieme alle forze della Marina israeliana, stanno operando contemporaneamente a sud della linea di difesa avanzata nel Libano meridionale al fine di smantellare i siti delle infrastrutture terroristiche di Hezbollah e prevenire minacce dirette alle comunità nel nord di Israele”, ha dichiarato l’esercito israeliano nel post sui social che include la mappa.

  • 18:02

    Due navi da crociera hanno attraversato lo Stretto di Hormuz

    Tui Cruises ha annunciato oggi che due delle sue navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz. In una dichiarazione pubblicata sul proprio sito web, la società ha affermato di aver ricevuto i permessi necessari dalle autorità competenti. Le navi si dirigeranno ora rapidamente verso il Mar Mediterraneo. La compagnia di crociere ha precisato che tutti i passeggeri a bordo delle navi erano già stati rimpatriati e che entrambe le imbarcazioni operavano con equipaggi ridotti. Lo riporta Bbc Persian.

  • 17:05

    Fonti Pasdaran: “Nessun negoziato senza fine blocco Usa”

    L’Iran non ha ancora deciso se inviare una delegazione negoziale a Islamabad per colloqui con Washington e nessun colloquio avrà luogo finché rimarrà in vigore il blocco navale statunitense: lo riporta l’agenzia di stampa Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, che cita una fonte informata. Lo riporta Iran International. Tasnim aggiunge che, dopo la conclusione del primo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran, il “mediatore pakistano” ha continuato a svolgere il suo ruolo, scambiando messaggi tra le due parti.

  • 16:42

    Contrordine della Casa Bianca: “Vance andrà in Pakistan”

    Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance guiderà la delegazione statunitense ai colloqui con l’Iran in Pakistan, stando a quanto dichiarato da un funzionario della Casa Bianca. L’aggiornamento arriva poco dopo che il presidente Donald Trump aveva indicato che Vance non avrebbe guidato la missione, a cui parteciperanno anche l’inviato speciale del presidente Steve Witkoff e il genero di Trump, Jared Kushner.

  • 16:04

    Trump: “Tutto è già stato negoziato”

    Tutto è già stato negoziato: domani sera a Islamabad dovrebbe essere veloce. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox, ribadendo comunque che se l’Iran non firmerà gli Stati Uniti faranno saltare in aria le centrali elettriche.

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