Dal dermatologo allo psichiatra, dall’urologo alll’oculista. E poi le analisi infettivologiche e le consulenze vascolari, prenotate all’interno del carcere ma anche nel reparto protetto dell’ospedale Sandro Pertini di Roma. Sono le visite specialistiche alle quali si è sottoposto negli ultimi tre mesi Marcello Dell’Utri, l’ex senatore di Forza Italia detenuto nel carcere romano di Rebibbia. In totale sono trenta – tra analisi, visite e consulenze – tutte effettuate o già programmate, e servono essenzialmente a stabilire se le condizioni di salute dell’ex presidente di Publitalia siano incompatibili con la detenzione in carcere. In caso affermativo, dunque, a Dell’Utri potrà essere concessa la detenzione domiciliare, e cioè la possibilità di scontare il resto della pena tra le mura di casa.

Al fattoquotidiano.it , infatti, risulta che il tribunale di sorveglianza di Roma ha già fissato per il 27 settembre prossimo la prima udienza per decidere se accordare o meno gli arresti casalinghi allo storico braccio destro di Silvio Berlusconi. Una decisione che sarà presa sulla base della relazione medica interna stilata dal dirigente medico di Rebibbia, ma anche sull’esito delle varie perizie ordinate dal tribunale dopo che i legali dell’ex senatore hanno depositato una dettagliata istanza: l’obiettivo degli avvocati è accertare l’incompatibilità del loro assistito con la detenzione carceraria. È per questo motivo che dalla fine di maggio, Dell’Utri si è sottoposto a decine di visite di ogni tipo, soprattutto cardiologiche e vascolari (l’ex senatore è cardiopatico). E pazienza se appare molto difficile che il giudice di sorveglianza accordi la detenzione domiciliare a un condannato per reati di tipo mafioso. Almeno per il momento.

Il ricovero al Pertini e la corte Europea – Condannato in via definitiva a sette anni di carcere per concorso esterno a Cosa nostra, arrestato a Beirut, in Libano, dopo due mesi di latitanza, l’ex parlamentare forzista era stato rinchiuso nel carcere di Parma nel giugno del 2014. Poi nel maggio scorso è arrivato il trasferimento nel penitenziario capitolino, per motivi di salute. E infatti dal 13 maggio , Dell’Utri viene ricoverato nel reparto protetto dell’ospedale Pertini, dove – a partire dal 26 maggio – si sottopone ad una serie di visite specialistiche. È in quei giorni che Fabrizio Cicchitto, deputato del Ncd, lo va a visitare, spiegando che a suo parere “la carcerazione di Dell’Utri è una forzatura per le stesse ragioni per cui la giustizia europea ritenne forzate quelle di Contrada”. L’ex forzista si riferiva alla sentenza della Corte Europea dei diritti umani sul caso dell’ex superpoliziotto Bruno Contrada, che non andava condannato per concorso esterno perché all’epoca dei fatti il reato “non era sufficientemente chiaro“. Una situazione simile a quella dell’ex senatore, che infatti ha tentato subito il ricorso a Strasburgo sulle orme di Contrada. Il percorso europeo, però, è lungo e tortuoso: e dopo aver ricevuto un primo stop da parte della Cassazione nel luglio scorso, adesso l’ex parlamentare prova a giocarsi la carta degli detenzione domiciliare per motivi di salute.

Cella singola con ragazzo spazzola – Dopo le dimissioni dall’ospedale, intanto, al fondatore di Forza Italia è stata assegnata una cella singola nel reparto G 14 del carcere di Rebibbia e cioè il reparto infermeria, considerato il fiore all’occhiello del penitenziario. Viste le condizioni di salute, e una pressione sanguigna che ultimamente è sempre alta, Dell’Utri ha ottenuto anche l’assegnazione di un “piantone“, e cioè un altro detenuto, un rumeno condannato per reati comuni, che lo assiste 24 ore su 24: in pratica una specie di “ragazzo spazzola” che pulisce e riordina la cella al suo posto. Nel frattempo anche l’ex senatore è diventato un detenuto comune: era arrivato a Rebibbia come prigioniero Alta Sicurezza 3, e cioè il regime carcerario previsto per i condannati ai quali non viene rinnovato il regime di 41 bis.

Polizia penitenziaria: “Vigilare su privilegi” – Nella gestione carceraria dell’ex senatore, però, c’è anche chi segnala qualche anomalia. “Non ho nulla contro Dell’Utri, ma voglio sottolineare che la polizia penitenziaria è sempre più abbandonata a se stessa, soprattutto davanti ai privilegi di cui godono particolari detenuti grazie alle maggiori disponibilità economiche o alla vicinanza o appartenenza al potere politico“, dice Leo Beneduci, segretario generale dell’ Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria (Osapp). “Nel caso di specie – prosegue – dalle segnalazioni che ricevo il detenuto non avrebbe bisogno di un piantone, perché non sembrerebbe in condizioni sanitarie così gravi. Non sono un medico, ma desta qualche preoccupazione il fatto che, sempre da quello che mi raccontano, lo stesso detenuto avrebbe messo più volte sotto pressione gli agenti penitenziari, facendo cenno all’avvio di inchieste parlamentari grazie alla sua posizione”.

Gli altri processi: dal peculato alla Trattativa – Il fondatore di Forza Italia ha già scontato ventisei mesi dei sette anni di carcere ai quali è stato condannato. All’attivo, però, Dell’Utri ha anche una condanna a otto mesi per abusivismo edilizio,  relativa alla costruzione della casetta sull’albero nella sua Villa di Torno, sul lago di Como. Tra i processi aperti, invece, il più delicato per l’ex senatore è sicuramente quello sulla Trattativa Stato – mafia, in corso davanti alla corte d’assise d’Assise di Palermo. Nell’aprile scorso, poi, la procura di Napoli ha chiuso le indagini per i libri spariti alla Biblioteca Girolamini: il fondatore di Forza Italia è indagato per peculato in concorso con l’ex direttore Massimo De Caro, condannato a sette anni perché ritenuto il principale responsabile della sottrazione. L’ex parlamentare è anche tra gli indagati dell’inchiesta sulla P3 (insieme a Denis Verdini, Flavio Carboni e Nicola Cosentino), l’associazione segreta che secondo i pm della procura di Roma fu creata per condizionare gli organi costituzionali dello Stato. Dopo lo stralcio dovuto alla sua fuga in Libano, nel maggio del 2015, è stato rinviato a giudizio per violazione della legge Anselmi. Il 16 settembre, invece, Dell’Utri sarà interrogato dal gup di Milano, nell’ambito dell’inchiesta per la presunta frode fiscale da 43 milioni di euro che sarebbe stata commessa nella compravendita di spazi pubblicitari televisivi. Come dire che per l’uomo che s’inventò il partito più votato della Seconda Repubblica gli anni di carcere da scontare potrebbero presto anche aumentare: se potrà trascorrerli a casa sua, sarà un giudice a deciderlo.

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