I grillini chiedono di accelerare i tempi sulla legge per il ricalcolo dei vitalizi in discussione alla Camera, il Pd assicura che è questione di poco tempo e intanto scoppia la polemica per la black-list di chi li riceve diffusa da Luigi Di Maio. Tra questi infatti c’è “un certo Boneschi”, come ha detto in conferenza stampa il vicepresidente della Camera M5s. In realtà però Luca Boneschi, avvocato difensore della famiglia di Giorgiana Masi, Pietro Valpreda e Camilla Cederna, è stato deputato per un solo giorno per poter rinunciare all’immunità, ed è morto un anno fa. “Se la prende anche con le persone decedute?”, ha scritto in una nota Gianfranco Librandi di Civici e innovatori. A chi parla di gaffe, ha replicato sul blog il deputato M5s Riccardo Fraccaro: “La vera gaffe è di chi ci ha fatto pagare un vitalizio a una persona che ha messo piede un solo giorno nella sua vita in Parlamento. Un caso limite che spiega meglio di mille parole la follia dei vitalizi. Ed è bene ricordarlo perché non succeda più, anzi sarebbe questo il dovere dei giornali. Boneschi purtroppo è scomparso e i vitalizi purtroppo sono ancora vivi”.

Video di Manolo Lanaro

 

Proprio oggi la questione del privilegio torna sul tavolo. Il M5s in queste ore ha chiesto chiarimenti su quello che per loro è un “intoppo istituzionale” della legge Richetti sul ricalcolo dei vitalizi. “Abbiamo scoperto”, hanno detto i deputati Laura Castelli, Luigi Di Maio e Riccardo Fraccaro, “che già il 20 giugno scorso la Ragioneria generale dello Stato aveva inviato alle Camere una nota con richiesta di chiarimento sia sui dati sia sull’interpretazione autentica di alcuni passaggi del testo, in particolare dell’articolo 5. Ma le Camere non hanno ancora risposto”. Secondo i grillini quello che manca è la relazione tecnica da parte del Mef, relazione di cui ha bisogno la legge Richetti per proseguire il suo iter a Montecitorio. “Secondo la Ragioneria c’è un problema circa il ruolo dell’Inps e manca il dato dei contributi che fanno capo alla parte datoriale, ossia allo stesso Parlamento, che non sono mai stati calcolati. Ora chiederemo un incontro ai presidenti Laura Boldrini e Piero Grasso per sensibilizzarli e spingere così il Parlamento a ottemperare velocemente alle richieste del ministero dell’Economia. Non c’è tempo da perdere. Faremo di tutto per sbloccare la discussione su una norma che il Pd ha depositato, ma che ora fa di tutto per rallentare. Bisogna dare più equità e giustizia sociale a questo Paese”.

L’autore della proposta di legge Matteo Richetti, esponente dem, alle sollecitazioni ha risposto dicendo che il Pd è al lavoro per arrivare “nelle prossime ore a una soluzione definitiva”, per sbloccare la situazione di stallo. Della stessa opinione il capogruppo Ettore Rosato: “Noi ci facciamo carico del problema che la Ragioneria ha sollevato, vogliamo provare a risolverlo, per evitare di restare impelagati nella burocrazia troveremo una soluzione”, ha dichiarato. “Stiamo lavorando a una proposta e nelle prossime ore o al massimo nei prossimi giorni la presenteremo. I 5 stelle, come al solito, pensano a protestare e sperano solo che noi non riusciamo a risolvere i problemi. Questa volta, invece, noi siamo interessati a risolvere la questione prima della pausa estiva”.

La black-list diffusa dai grillini va da Ilona Staller a Clemente Mastella, da Amedeo Laboccetta a Gianni Rivera. In totale sono 2.600 ex parlamentari che costano 215 milioni di euro l’anno e tra i quali figurano “circa 200 ex politici che prendono anche due o tre vitalizi” ogni mese. Clemente Mastella, ha ricordato Di Maio, prende 6.939 euro al mese, Luciano Violante ne prende 5.873, Antonio Bassolino 2.998, Claudio Scajola 4.904, Carlo Taormina 2.150, e quindi “Boneschi che s’è fatto un giorno in Parlamento ma prende 3.108 euro al mese”. Quindi, conclude Di Maio, c’è Amedeo Laboccetta, “1.593 euro di vitalizi: era a Regina Coeli fino a qualche settimana fa e ora entra alla Camera così che smetterete da cittadini di pagargli il vitalizio e gli pagherete lo stipendio”. Ma, ha continuato, “non ci sono solo politici o ex politici: c’è anche gente come Vittorio Sgarbi, 4.943 euro di vitalizi al mese, Ilona Staller, 2.231, Ombretta Colli, 3.460, Eugenio Scalfari di Repubblica, 2.269, Fabrizio del Noce 2.962 e chiudo con Gianni Rivera, 5.200 euro” al mese. Con una legge che abolisce i vitalizi, invece, “faremo risparmiare un miliardo e mezzo di euro in 10 anni agli italiani e ripristineremo un po’ di uguaglianza con i pensionati minimi che prendono 3/400 euro al mese e devono vedere Cicciolina o Mastella che ne prendono più di tremila, magari pure con alle spalle pochi mesi in Parlamento”.

A criticare Di Maio è stato prima Librandi e poi il senatore azzurro Renato Schifani. “Luigi Di Maio è un uomo delle istituzioni”, ha scritto su Facebook, “è vicepresidente della Camera dei Deputati, eppure non passa giorno senza che mortifichi il suo ruolo con qualche dichiarazione imbarazzante. Qualche giorno fa millantava di aver contattato personalmente l’ambasciatore francese per far intervenire i canadair sul Vesuvio. Oggi scrive un post su Facebook contro i vitalizi tirando in ballo un morto”. E ha aggiunto: “Uno scivolone, l’ennesimo, dovuto alla superficialità e al pressapochismo con cui Di Maio e il Movimento cinque stelle si approcciano ai problemi e alle questioni del Paese. Al M5S non interessa trovare soluzioni, interessa semplicemente sparare nel mucchio con affermazioni populiste e qualunquiste. Per fare propaganda tutto è considerato lecito: anche mettere i morti alla pubblica gogna”. Ha polemizzato anche l’ex M5s Walter Rizzetto che su Twitter ha scritto: “Di Maio fa giustamente la lista cattivi del ‘vitalizio’. Aggiungiamo anche Di Pietro (4.002) e Giudice Imposimato (4.581)? Forse sono sfuggiti…”.