Oggi a Locri siamo tutti sbirri. Ricorderemo tanti nomi di esponenti delle forze dell’ordine che hanno perso la vita e nessuno li può etichettare e insultare”. Parola di don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, dopo le scritte offensive comparse ieri a Locri all’indomani della visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È proprio da qui è partito il corteo con il quale Libera celebra la XXII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Sono 25mila i partecipanti nel paese d’Aspromonte; cinquecentomila le presenze nel resto d’Italia. “Ci vuole una rivoluzione culturale, etica e sociale che ancora manca nel nostro Paese perché non è possibile che da secoli ancora parliamo di mafia” sottolinea don Ciotti.

Monsignor Bregantini: “Chiesa contro la mafia”
“È molto triste quello che è avvenuto: la mafia è sempre insidiosa, è sibillina, tagliente e approfitta di ogni occasione per mandare i suoi messaggi che sono soprattutto di natura culturale” dice monsignor Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo di Campobasso all’Unità commentando le scritte. “La forza di don Ciotti è avere difeso la realtà civile e sociale, partendo dalla lotta culturale e religiosa contro il male – sottolinea Bregantini – perciò queste scritte fanno ancora più male e due volte fa male quella contro la residenza del vescovo di Locri, perché in quella terra la Chiesa da sempre e specialmente negli ultimi decenni si è schierata contro la ‘ndrangheta in maniera esplicita e coraggiosa; è diventata un baluardo insieme alla magistratura e ai Comuni: c’è un fronte comune di alleanza e di coraggioso diniego al male in difesa del bene”. “È un fatto molto importante per la Chiesa che per la prima volta la Conferenza episcopale calabrese aderisca al completo ad una manifestazione contro le mafie. Però c’è ancora anche qui tanto da fare – dice don Luigi Ciotti parlando con i giornalisti alla manifestazione – Quando guardo i visi dei familiari delle vittime delle mafie penso che la maggioranza di loro non ha ancora avuto giustizia. Abbiamo bisogno di verità”.

La grande bandiera della pace portata dai migranti minorenni
Nel corteo dietro ai familiari delle vittime c’è grande bandiera della pace portata da ragazzi migranti minorenni giunti in Calabria a bordo di barconi nei mesi scorsi. Ad assisterli il mediatore culturale Franck Mba, camerunense, arrivato a Milano nel 2002 e poi trasferitosi nella Locride proprio per aiutare i giovani migranti minorenni. I ragazzi stanno seguendo corsi di alfabetizzazione e di italiano. Hanno presentato tutta la documentazione necessaria e sono in attesa della decisione dell’apposita Commissione sulla loro richiesta di asilo politico. A seguire i gonfaloni, le autorità e migliaia di persone giunte da tutta Italia.

di Lucio Musolino

Boldrini: “Orgogliosa si celebri per la prima volta”
“Sono orgogliosa che oggi, 21 marzo, per la prima volta si celebri per legge la Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie – dice la presidente della Camera Laura Boldrini – Dopo tanti anni di mobilitazione dei cittadini contro la criminalità organizzata, dal Parlamento italiano è finalmente arrivato – con il voto unanime espresso dalla Camera 20 giorni fa – il riconoscimento ufficiale che questa partecipazione meritava. Voglio esprimere la mia affettuosa solidarietà a don Luigi Ciotti: le ignobili minacce che ha ricevuto, poche ore dopo l’importante visita a Locri del Presidente della Repubblica, dicono che non c’è nessun rischio di ritualità nelle migliaia di iniziative che oggi, grazie a Libera e tante altre associazioni, si svolgono in tutto il Paese. Aver istituito la Giornata è stato un atto legislativo dal forte significato simbolico. Nel voto del Parlamento si sono incontrati l’attività delle istituzioni – che in questa legislatura hanno dato più di una risposta, a partire dalla legge sul voto di scambio – e l’impegno della cittadinanza attiva. Questo dialogo tra le aule parlamentari e la ‘società civile responsabile’ – secondo la definizione cara a don Ciotti – è indispensabile se vogliamo sradicare le mafie dal nostro Paese”.