La Procura di Roma ha revocato ai carabinieri del Noe le indagini sul caso Consip alla luce delle “ripetute rivelazioni di notizie coperte da segreto” istruttorio. “Gli accertamenti fin qui espletati – si legge nella nota di piazzale Clodio – hanno evidenziato che le indagini del procedimento a carico di Alfredo Romeo ed altri sui fatti (poi) di competenza di questa Procura sono state oggetto di ripetute rivelazione di notizie coperte da segreto sia prima che dopo la trasmissione degli atti a questo Ufficio, sia verso gli indagati o comunque verso persone coinvolte a vario titolo, sia nei confronti degli organi di informazione“. Per una “esigenza di chiarezza la Procura di Roma – conclude la nota – ha pertanto revocato al Nucleo Operativo Ecologico la delega per le ulteriori indagini che è stata affidata al Nucleo Investigativo di Roma dell’Arma dei Carabinieri”.

Intanto dal carcere fa sentire la propria voce Alfredo Romeo. L’imprenditore, arrestato mercoledì per corruzione nell’ambito dell’inchiesta Consip, solo tra 48 ore potrà dire la sua agli inquirenti che hanno disposto per lui il carcere nel giorno del suo 64esimo compleanno. Nel frattempo però ha parlato con i suoi legali e, di fatto, ha anticipato quella che sarà la sua linea difensiva. “Non è vero nulla, sono vittima di una strumentalizzazione che mi sembra solo la conseguenza di un’aspra contesa di natura politica”, ha detto l’immobiliarista campano dalla sua cella nel carcere di Regina Coeli, da quattro giorni divisa con un’altra persona.

In attesa dell’interrogatorio del personaggio chiave dell’inchiesta, l’attività dei magistrati va avanti. In tal senso, la prossima settimana potrebbe essere sentito, come persona informata sui fatti, il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano. Sulla data fissata per l’audizione con i magistrati romani, tuttavia, c’è il massimo riserbo. Ciò che si sa con certezza è l’ex sindaco di Bari sarà sentito per alcuni sms che scambiò con il ministro Luca Lotti, indagato per rivelazione di segreto, nei quali si sarebbe fatto riferimento a Carlo Russo, imprenditore amico di Tiziano Renzi e ritenuto da chi indaga punto di contatto tra Alfredo Romeo e il padre dell’ex premier.

In particolare, come rivelato da Marco Lillo sul Fatto Quotidiano, l’attuale ministro allo Sport avrebbe raccomandato l’imprenditore farmaceutico toscano al governatore pugliese, che gli chiedeva notizie sull’identità di Russo. “Ha un buon giro ed è inserito nel mondo della farmaceutica. Se lo incontri per 10 minuti non perdi il tuo tempo“, ha scritto Lotti a Emiliano. Non è escluso, inoltre, che nei prossimi giorni i magistrati decidano di interrogare l’ex parlamentare Italo Bocchino, consulente di Romeo e indagato per traffico di influenze come Russo e Renzi senior.

Questo ciò che sarà. Per quanto riguarda gli interrogatori già effettuati, invece, da sottolineare un particolare sinora non emerso di quanto detto venerdì da Tiziano Renzi al procuratore aggiunto di Roma, Paolo Ielo, e alla pm di Napoli, Celeste Carrano. Il padre dell’ex premier ha infatti risposto anche alla domanda circa l’appuntamento con un personaggio “misterioso” fuori dal parcheggio dell’aeroporto internazionale di Fiumicino a Roma. Un faccia a faccia che si è tenuto il 7 dicembre scorso, a due giorni dalle dimissioni del figlio dopo la sconfitta al referendum istituzionale e, soprattutto, a poche ore dall’inizio ufficiale dell’attività di intercettazione telefonica sulle utenze di Renzi senior.

Dopo questo incontro durato circa 40 minuti, Roberto Bargilli (autista di Matteo Renzi, nonché assessore al comune di Rignano sull’Arno) telefonò a Carlo Russo e gli chiese – “per conto di Babbo” – di non chiamarlo più né di inviargli sms. La persona con cui Tiziano Renzi si vide a Fiumicino non è mai stato identificato, ma il padre del segretario uscente del Pd davanti ai pm ha spiegato che l’incontro altro non sarebbe stato che “un appuntamento di lavoro” senza nessun collegamento con le vicende legate ad Alfredo Romeo.

Secondo quanto si apprende, inoltre, ieri a Firenze i pm Palazzi e Woodcock hanno sentito come persona informata dei fatti anche Daniele Lorenzini, attuale sindaco di Rignano sull’Arno (Firenze), il paese dove vive Tiziano Renzi. Il cui legale, Federico Bagattini, ha ricevuto l’incarico di svolgere indagini difensive “ai sensi dell’art. 391 bis ccp” nel cui ambito ascolterà l’ad di Consip Luigi Marroni, che ai pm ha raccontato di essere stato avvertito dell’indagine: “Ho appreso in quattro differenti occasioni da Filippo Vannoni (amico di Matteo Renzi e presidente della municipalizzata delle acque di Firenze e dei comuni toscani, Publiacqua, ndr), dal generale Emanuele Saltalamacchia (comandante dei carabinieri della Toscana, ndr), dal presidente di Consip Luigi Ferrara e da Luca Lotti di essere intercettato”. Saltato, invece, l’altro interrogatorio di Bargilli, che doveva essere sentito dai magistrati come persona informati sui fatti.