Il giorno dopo il commissariamento della giunta M5s di Roma, i parlamentari del Movimento escono dal silenzio. Dopo tensioni e rese dei conti, cercano di dare messaggi di unità e compattezza. A parlare tra i primi è stato Luigi Di Maio che, sul blog di Beppe Grillo, ha ribadito che i grillini hanno “sempre chiesto di allontanare Raffaele Marra dal gabinetto della sindaca”. Il deputato, finito al centro delle accuse incrociate per la “copertura politica” data alla sindaca Raggi, ha anche ricostruito il suo incontro con l’ex capo del dipartimento risorse umane arrestato venerdì 16 dicembre. Così come ricostruito dal Fatto Quotidiano in edicola, tra i due nei mesi scorsi c’è stato un colloquio. “Lo incontrai una volta”, si legge sul blog, “quando era ancora vice capo di gabinetto, dietro richiesta della stessa Raggi. In una riunione precedente, in cui erano presenti membri del cosiddetto direttorio e tutti quelli del cosiddetto minidirettorio, chiedemmo alla sindaca di allontanare Raffaele Marra dal suo gabinetto, e, in quella occasione lei mi chiese, in qualità di responsabile degli enti locali, di incontrare Marra per sentire almeno le sue ragioni”.

Poi Di Maio entra nei dettagli del faccia a faccia: “Durante l’incontro con Marra, di cui anche Davide Casaleggio e Beppe Grillo erano al corrente, svolto nel mio ufficio a Montecitorio con tanto di registrazione all’ingresso, gli riportai che il Movimento non aveva fiducia in lui e che quindi non era il caso che facesse parte del gabinetto del sindaco. Ho aggiunto anche che essendo dirigente assunto per concorso non potevamo certo licenziarlo”. A queste accuse, Marra avrebbe risposto difendendosi: “Lui ci tenne a spiegarmi che le cose che si dicevano sul suo conto non erano vere. Ma il suo racconto non cambiò il mio e il nostro orientamento: non aveva la fiducia del Movimento 5 stelle, per questo non era opportuno che stesse nel gabinetto del sindaco. Questo incontro è servito a rendere chiaro, anche se non ce n’era bisogno, come tutto il Movimento ha sempre chiesto l’allontanamento di Marra e che non ci sia mai stata sponda da parte di alcuno. Marra se ne doveva andare e, con cortesia, glielo dissi in faccia”.

L’altro parlamentare che ha rotto il silenzio è Alessandro Di Battista. Il deputato nelle ore della crisi non si è fatto mai vedere. Lo stesso Roberto Saviano su Facebook lo ha accusato di essere responsabile al pari della Raggi della situazione in Campidoglio. Oggi il grillino si è palesato con un video pubblicato su Facebook. “Qualcuno”, ha detto, “si domandava perché non avessi parlato in queste ultime 48 ore, la verità è che avevo soltanto bisogno di riflettere un po’. Tutto qua. Alle volte ti viene da dire e scrivere alcune cose, ma rischi di scrivere a caldo qualcosa e poi il giorno dopo te ne penti. Ho avuto, e rivendico questo diritto, bisogno soltanto di un pò di riflessione”. Ora però “vi posso dire”, prosegue, che “quando viene arrestato un delinquente io sono sempre contento, poi se viene arrestato un delinquente che in un certo senso si era guadagnato la fiducia di un esponente del Movimento 5 stelle io sono ancora più contento. E’ andata così. Tutto il Movimento ha suggerito, ha chiesto, con modalità diverse, a Virginia di allontanare questo soggetto, e lei la verità è che si fidava di questo personaggio”. Marra, insiste, “non c’entra nulla con il M5s”. Poi ancora: “Per noi aveva dei tratti piuttosto torbidi e lei si è fidata. Quando lo hanno arrestato io da un lato sono stato molto, molto contento. Certamente, ci sono rimasto male, non dell’arresto, ma per il fatto che il lavoro fatto in questi mesi da tante persone, dagli attivisti e dal gruppo parlamentare, potesse essere pregiudicato dai comportamenti di uno che con il M5s non c’entra niente. Perché questo soggetto, questo Marra non è che è uno del M5s. Questa cosa mi ha fatto male”. Quanto alle decisioni prese ieri su Roma, aggiunge: “Sono contento della scelta fatta. La condivido e la trovo la decisione più saggia. Credo che una realtà così complicata come Roma, ho sempre detto che amministrare Roma è più difficile che fare il presidente del consiglio, necessiti di un supporto maggiore del movimento. Alle volte siamo ingenui? Sì, considerate che spesso onestà e ingenuità camminano assieme, io penso che il disonesto non sia mai ingenuo”.

Intanto il Campidoglio cerca di ripartire dopo l’ennesimo terremoto. Il nuovo vicesindaco di Roma potrebbe arrivare molto presto. La consultazione dei consiglieri comunali pentastellati, a quanto si apprende, potrebbe svolgersi già domani durante la riunione settimanale di maggioranza del M5s. In pole resta l’assessore alle partecipate Massimo Colomban, imprenditore considerato vicino alla Casaleggio, ma diversi esponenti del Movimento starebbero chiedendo anche al presidente dell’Aula Marcello De Vito di ricoprire il ruolo. Anche se quest’ultimo chiederebbe garanzie su altri ruoli chiave per accettare l’incarico. Infine altro papabile è il capogruppo Paolo Ferrara. Escluso per ora l’arrivo di un esterno al fianco della sindaca.