Porte girevoli in Campidoglio nella squadra di Virginia Raggi: se la posizione dell’assessore all’Urbanistica, Paolo Berdini, sembra sempre più precaria, al punto che a Palazzo Senatorio danno quasi per scontata una sua prossima sostituzione, in compenso la sindaca ha trovato il nuovo capo di gabinetto. L’ultimo tassello che manca da oltre tre mesi, dall’addio tra mille polemiche di Carla Raineri. Anche se a prendere il posto della giudice non sarà un nome nuovo, ma proprio la persona che in questo periodo si è occupata della reggenza dell’incarico rimasto scoperto: Virginia Proverbio, dirigente comunale, già vicecapo di gabinetto vicario, che secondo quanto risulta a ilfattoquotidiano.it sarà presto promossa.

POLTRONA SCOPERTA DA TRE MESI – Nei prossimi giorni si concluderà la ricerca affannosa della guida del gabinetto, il principale ufficio di supporto alla sindaca. Una poltrona importante nelle gerarchie del Comune, che ha creato più di un problema a Virginia Raggi sin dal suo insediamento in Campidoglio: destinata inizialmente a Daniele Frongia (poi nominato vicesindaco), era stata assegnata alla Raineri, magistrato in aspettativa della Corte di appello di Milano che avrebbe dovuto essere uno dei nomi illustri di garanzia del governo M5s. A settembre, però, la burrascosa separazione dopo il parere dell’Anac e – secondo quanto raccontato dalla giudice – le ingerenze di Raffaele Marra e Salvatore Romeo (la vicenda è anche finita anche sul tavolo della Procura di Roma). Da allora la sindaca e i suoi collaboratori hanno cercato invano un sostituto, vagliando diverse candidature: dall’ex pm Raffaele Guariniello a Luca Uguccioni, segretario generale a Bologna e già protagonista in passato di polemiche col M5s per l’acquisto di una poltrona di lusso; da Marco Agostini, militante romano del Movimento, a Stefano Toschei, ex segretario del Consiglio regionale. Tutte scartate, per un motivo o per l’altro.

SOLUZIONE INTERNA E TECNICA – Alla fine il nome buono è quello di Virginia Proverbio, dirigente capitolina di lungo corso, che il commissario Tronca aveva nominato vicecapo di gabinetto. La ricerca stava andando per le lunghe, arrivare a un nome di prestigio si era rivelato troppo difficile dopo le tante polemiche sulle nomine degli ultimi mesi (come successo per Guariniello, che ha preferito accettare solo un incarico di consulenza). Così si è deciso di optare per una soluzione interna: la Proverbio non è neppure una dei dirigenti legati alla nuova amministrazione a 5 stelle, ma è stata apprezzata dalla maggioranza nel lavoro degli ultimi mesi e quindi confermata nel ruolo di capo di gabinetto. L’ufficialità arriverà presto, probabilmente la settimana prossima. Si tratterà comunque di un profilo tecnico per una figura politica: con la promozione della Proverbio non ci sarà nessun ingresso di peso nella squadra di governo, che resterà composta dai fedelissimi della Raggi (il cosiddetto “Raggio magico”). E forse proprio questa è una motivazione in più alla base della scelta.

BERDINI VERSO L’ADDIO – Per un buco che si chiude, però, un altro pare destinato a riaprirsi all’Urbanistica. A margine del Consiglio Comunale un po’ tutti i consiglieri più importanti hanno provato a gettare acqua sul fuoco, dopo le voci di dimissioni di Paolo Berdini lanciate dall’agenzia AdnKronos. “È tutto a posto”, ha spiegato il presidente di assemblea Marcello De Vito. In realtà in Campidoglio danno quasi per scontato il suo addio: “È solo questione di tempo”, raccontano fonti da Palazzo Senatorio. Nonostante le smentite, sarebbero proprio i consiglieri a spingere per una sua sostituzione. Le recenti uscite dell’assessore, dal nuovo stadio della Roma alla metro C, non sono piaciute alla maggioranza, compatta nel giudizio negativo al suo operato. Al punto che in Comune si pensa già ai possibili sostituti, per non farsi trovare impreparati. Secondo l’AdnKronos in pole ci sarebbe Emanuele Montini, esperto della materia, membro del tavolo sull’Urbanistica, che ha già lavorato per l’ufficio legislativo del Movimento 5 stelle e di Berdini avrebbe dovuto essere il capo staff. Intanto la Raggi prenderà in mano personalmente il dossier sul nuovo stadio della Roma, su cui la posizione confusa e oltranzista dell’assessore (contrario alla costruzione di tutte le opere accessorie) ha generato la crisi. Se non lascerà subito, Berdini verrà lentamente esautorato. Ma l’obiettivo, nel caso l’addio sia inevitabile, è quello di un avvicendamento tempestivo, per non aprire nuovi buchi nella squadra di governo proprio adesso che verrà completata con il nuovo, vecchio capo di gabinetto.

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