La riapertura delle indagini dell’Fbi sulle email di Hillary Clinton riduce il vantaggio della candidata democratica su Donald Trump. E a cinque giorni dal voto che deciderà il successore di Barack Obama è sempre più difficile prevedere chi sarà il nuovo inquilino della Casa Bianca. Secondo il sito specializzato RealClearPolitics, che fa la media dei principali sondaggi pubblicati nelle ultime ore, l’ex segretario di Stato è avanti di soli 1,7 punti rispetto al tycoon: 47% contro 45,3%. Contro Trump si sono espressi oggi sia l’Onu, che ha definito “sconcertanti” le sue opinioni sostenendo che lo rendono un pericolo internazionale, sia l’Economist, secondo cui sarebbe “un presidente terribile“.

La rimonta di Trump dopo la riapertura dell’inchiesta sulle email – Trump è in forte rimonta a seguito della bufera mediatica scaturita dalla decisione del direttore dell’Fbi James Comey di informare il Congresso dei nuovi sviluppi sullo scandalo del server privato usato dalla Clinton per inviare email riservate. L’indagine è stata riaperta in seguito all’analisi dei contenuti del computer Anthony Weiner, marito del braccio destro dell’ex segretario di Stato, che è accusato di aver inviato email erotiche a una quindicenne. Contro la scelta di Comey, tra l’altro in contrasto con il parere del dipartimento di Giustizia, è intervenuto mercoledì anche Obama, che ha attaccato il bureau dicendo che “un’inchiesta non si può basare su illazioni e fughe di notizie”. “Il destino del mondo traballa, è nelle mani degli elettori americani. Non ci possiamo permettere Trump presidente. Le email di Hillary sono diventate una controversia politica. Io la conosco e credo in lei” è l’ennesimo endorsement di Barack Obama durante un comizio in Carolina del Nord.

L’Onu: “Le opinioni di Trump sono sconcertanti” – Le posizioni del magnate lo rendono un “pericolo internazionale“, ha detto l’alto commissario per i diritti umani dell’Onu Zeid Raad al-Hussein, citando le proposte del tycoon sulla tortura. Gli Stati Uniti sono il più grande contributore per le casse delle Nazioni Unite ed è con “grande preoccupazione” che l’organizzazione mondiale per la pace attende l’esito delle elezioni dell’8 novembre. Se dovesse essere il candidato dei repubblicani a prevalere, il divorzio potrebbe essere “orribile”. “The Donald” infatti non crede nel multilateralismo e ha già promesso di tagliare le sovvenzioni in nome di una nuova Fortezza America arroccata in se stessa. Il magnate di New York ha inoltre promesso che “cancellerà miliardi di pagamenti promessi all’Onu per la lotta al global warming ((riscaldamento globale, ndr)”. Diventato anti-aborto in nome della Casa Bianca, riporterà gli Usa fuori dall’Unfpa, l’agenzia per il controllo della popolazione. E il “suo” muro al confine col Messico è agli antipodi rispetto alle politiche di accoglienza dell’Unhcr, da sempre sostenute anche dal nuovo Segretario generale Onu, il portoghese Antonio Guterres, che ha ricoperto l’incarico di Alto rappresentante per i rifugiati dal 2005 al 2015.

Clinton chiuderà la campagna a Philadelphia con Obama – L’ex segretario di Stato ha scelto per chiudere la campagna la città della Pennsylvania dove la convention democratica l’ha incoronata ufficialmente come candidata per la corsa alla Casa Bianca. La Clinton saluterà lunedì 7 novembre i propri sostenitori e farà il suo ultimo discorso pubblico, prima delle elezioni, in compagnia del marito ed ex presidente, della figlia Chelsea e della coppia Barack-Michelle Obama. Quest’ultima nelle ultime settimane è scesa in campo al suo fianco contro gli attacchi dell’avversario repubblicano. “Clinton inviterà gli abitanti della Pennsylvania a fare la storia martedì scegliendola come presidente in modo che possa continuare a fare pressione per gli ideali statunitensi di progresso, inclusione, eguaglianza e forza che i nostri fondatori hanno consacrato nella Costituzione a Filadelfia nel 1787”, afferma lo staff di Clinton in una nota.

L’Economist su Trump: “La sua vittoria sarebbe terribile”  A meno di una settimana dalle presidenziali Usa, arriva l’appoggio alla candidata democratica anche da parte del settimanale Economist. “La scelta – si legge in un articolo pubblicato sul sito internet – non è difficile. La campagna ha fornito la prova quotidiana che il signor Trump sarebbe un presidente terribile. Ha sfruttato le crescenti tensioni razziali in America. La sua esperienza, il suo temperamento e il suo carattere lo rendono terribilmente inadatto ad essere un capo di Stato della nazione a cui il resto del mondo democratico guarda per la leadership, il comandante in capo delle forze armate più potente del mondo e la persona che controlla il deterrente nucleare americano”.