Barack Obama scende in campo in prima persona per difende Hillary Clinton. Nell’usare un server privato per la posta elettronica, l’ex segretario di Stato “ha commesso un errore ingenuo”, ma “questo è un errore che è stato ingigantito in maniera esagerata”, ha detto il presidente degli Stati Uniti. Che ha rivolto una dura critica all’Fbi. “Credo che la norma sia che quando c’è un’inchiesta non dobbiamo operare su illazioni, su informazioni incomplete, su fughe di notizie, bisogna operare sulla base di decisioni concrete”, ha detto il capo della Casa Bianca nel suo primo commento pubblico sulla controversa riapertura dell’inchiesta sul cosiddetto Emailgate da parte del Federal Bureau of Investigation, che suona come una velata critica al comportamento del direttore James Comey.

Pur sottolineando di non voler interferire con l’inchiesta, Obama ha voluto ricordare però che lo scorso luglio lo stesso Comey aveva deciso di chiudere l’inchiesta senza nessuna incriminazione: “Quando questa vicenda è stata oggetto l’ultima volta di un’indagine approfondita, la conclusione è stata, come sapete, che Hillary Clinton ha commesso alcuni errori ma che non vi era nessun elemento tale da giustificare un’azione penale”. Un modo, insomma, per ribadire una difesa della candidata democratica. Obama comunque non ha voluto sbilanciarsi nel sostenere quello che affermano i democratici, cioè che Comey ha violato le regole del dipartimento di Giustizia, avviando un’inchiesta che può influenzare l’esito delle elezioni. “Sapete, io ho sto facendo un deliberato sforzo perché non sembri che io cerchi di intromettermi in quello che dovrebbe essere un processo di valutazione indipendente”, ha concluso.

In un comizio in North Carolina, poi, Obama è tornato a mettere in guardia gli americani da una vittoria di Donald Trump alle presidenziali dell’8 novembre. Usando parole forti: “Il destino del mondo traballa, è nelle mani degli elettori americani. Non ci possiamo permettere Trump presidente”. “Io ho corso contro John McCain, ho corso contro Mitt Romney pensando che sarei stato un presidente migliore di loro, ma non ho mai pensato che la repubblica fosse a rischio con la loro elezione – ha aggiunto – io sono naturalmente di parte, sono un democratico. Ma non dobbiamo mettere prima i democratici o i repubblicani, bensì l’America”.

Hillary, ha detto in giornata il presidente Usa, viene attaccata perché in America c’è chi ancora non vuole una donna alla Casa Bianca: “Il fatto è che è sulla scena pubblica da molto tempo”, ha detto Obama accusando gli avversari di “attacchi sistematici”. “Ci deve essere una ragione per cui non abbiamo avuto prima un presidente donna – ha proseguito – voglio che ogni maschio si domandi onestamente se può avere problemi con una cosa a cui non siamo abituati”. “Quando c’è un uomo ambizioso nell’arena pubblica che lavora sodo allora va tutto bene – ha poi aggiunto – ma se lo fa una donna, all’improvviso tutti si mettono a fare domande”.

Nelle sue ultime giornate di campagna elettorale, Obama sta cercando di mobilitare in particolare il voto anticipato degli afroamericani che, ha ammonito, sta rallentando e minaccia le prospettive di vittoria della candidata democratica. L’early voting, ha sottolineato il capo della Casa Bianca in una intervista al Tom Joyner Morning Show, è in crescita tra gli ispanici ma non tra gli afroamericani.

Obama ha ricordato che le persone che hanno a cuore la sua presidenza devono capire che tutte le sue conquiste si fondano ora sulla capacità di “passare il testimone” ad un successore che la pensa allo stesso modo: “Anche se non si vota sul mio nome è in gioco la nostra eredità. E non possiamo darla per scontata”. Resta ora da vedere se la sua capacità di mobilitazione della comunità nera funziona anche se lui non è più nel ticket. Il presidente ha anche scherzato sostenendo che, se vincesse, Donald Trump, potrebbe distruggere l’orto di Michelle alla Casa Bianca.