La legge di Bilancio prevede un bel po’ di stanziamenti anche per quel che rimane di Expo e per il post Expo. Quasi 800 milioni di euro nei prossimi sette anni per finanziare la nascita dello Human Technopole, il centro di ricerca voluto da Matteo Renzi per fare da volano allo sviluppo delle aree che hanno ospitato l’esposizione. Altri 8 milioni prelevati da fondi dedicati alla ricerca per finanziare le attività propedeutiche al trasloco sulle medesime aree delle facoltà scientifiche dell’università Statale di Milano. E 9,5 milioni di euro messi dal governo per portare a termine entro il 2021 la liquidazione della società Expo, più altri 14,2 milioni che dovranno essere garantiti da comune di Milano, città metropolitana, regione Lombardia e Camera di commercio: tutti soldi per cui i soci dovranno mettere mano al portafoglio nonostante un anno fa l’allora commissario Giuseppe Sala, ora sindaco di Milano, assicurasse che la società avrebbe chiuso con conti positivi. Questi i numeri contenuti nelle bozze della manovra circolate in questi giorni. Il tutto mentre Arexpo, la società proprietaria delle aree, fa sapere che il lavoro dei periti del tribunale ha portato finalmente alla stima della contropartita in azioni dei 50 milioni di euro con cui il ministero dell’Economia entrerà nel capitale sociale: la sua quota sarà compresa tra il 39,09 e il 39,33%, mentre gli altri soci vedranno diluite le loro partecipazioni, con comune di Milano e Regione Lombardia attorno al 21% e Fondazione Fiera Milano che rimarrà nella compagine con circa il 16%. Ma torniamo alla legge di bilancio. In attesa che il testo definitivo arrivi in Parlamento, ecco che cosa prevedono le bozze per il polo di ricerca caro al premier.

Trasloco dell’università statale e Human Technopole per il post Expo – Come chiesto dal rettore dell’università degli Studi di Milano Gianluca Vago, vengono stanziati i primi fondi per il trasferimento dei dipartimenti scientifici sulle aree Expo: 8 milioni di euro per il 2017 “per garantire l’avvio delle attività di progettazione propedeutiche alla realizzazione delle strutture”, mentre “con successivi provvedimenti sono stanziate le risorse necessarie al completamento pluriennale del progetto”. Gli 8 milioni verranno prelevati da fondi dedicati alla ricerca: 3 dal fondo integrativo speciale per la ricerca (Fisr), 5 dal fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica (First).
Il campus dell’università statale, se il progetto andrà in porto, affiancherà sulle aree Expo lo Human Technopole, per il quale la legge di bilancio prevede l’istituzione di una fondazione ad hoc, di cui sono membri fondatori il ministero dell’Economia e il ministero dell’Istruzione. Per il progetto, sempre stando alle bozze, viene autorizzata una spesa di 10 milioni nel 2017, 114,3 per il 2018, 136,5 per il 2019, 112,1 per il 2020, 122,1 per il 2021, 133,6 per il 2022 e 140,3 milioni “a decorrere dal 2023”. Contributi erogati “sulla base dello stato di avanzamento del progetto”, che si vanno ad aggiungere agli 80 milioni attribuiti un anno fa all’Istituto italiano di tecnologia di Genova (Iit), inizialmente scelto come unico capofila del piano, e che sono solo una parte degli 1,5 miliardi in dieci anni originariamente promessi da Renzi. Lo schema di statuto della fondazione verrà predisposto dal comitato di coordinamento dello Human Technopole, un organismo introdotto da un decreto del presidente del consiglio per allargare ad altri soggetti, oltre all’Iit, la governance dello Human Technopole. Un tentativo di smussare le critiche, a partire da quelle della ricercatrice e senatrice Elena Cattaneo e dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, riuscito solo a metà, visto che pochi giorni fa Cattaneo parlava in Senato di “una nave varata capovolta, che procede capovolta”.

Altri milioni per la liquidazione di Expo affidata a un super commissario – La legge di bilancio entra nel merito anche della liquidazione della società Expo, prevedendo la nomina, da effettuare con successivo decreto del presidente del consiglio, di un commissario straordinario per la liquidazione che sostituirà l’attuale collegio dei liquidatori. Sarà compito del commissario straordinario portare a termine il progetto di liquidazione che potrà contare su un contributo economico-patrimoniale a carico dei soci di Expo fino a 23,7 milioni di euro, numero già infilato tra le righe del patto sottoscritto il mese scorso da comune di Milano e governo e che smentisce ancora una volta quanto raccontato in passato dall’attuale sindaco Sala sui conti in ordine della società. I soldi necessari per pagare i dipendenti ancora in azienda, i contenziosi con le società appaltatrici e i debiti rimasti verranno garantiti a seconda delle rispettive quote azionarie da Comune, città metropolitana, regione, Camera di commercio e ministero dell’Economia, a cui spetteranno fino a 9,5 milioni: 4,8 nel 2017, 1,5 nel 2018, 1,2 nel 2019, 1,1 nel 2020, 880mila nel 2021.

Aggiornamento di sabato 29 ottobre:
Rispetto alle bozze circolate fino all’ultimo, nella versione della legge di Bilancio che ha ottenuto la bollitura della Ragioneria non compare più l’articolo che autorizzava una spesa di 8 milioni di euro, da prelevare da fondi dedicati alla ricerca, per finanziare le attività propedeutiche al trasloco sulle aree dell’esposizione delle facoltà scientifiche dell’università statale di Milano. E la spesa di 9,5 milioni di euro in capo al ministero dell’Economia da destinare al piano di liquidazione della società Expo, da ultimare entro il 2021.

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