La procura della Repubblica di Bologna ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta che vedeva il sindaco Pd Virginio Merola indagato per omissione d’atti d’ufficio. La vicenda era quella di un’occupazione abitativa di una palazzina in via Mura di porta Galliera, a poche decine di metri dalla stazione ferroviaria.

Il fascicolo, che era affidato ai pm Antonella Scandellari e Antonello Gustapane, partì da un esposto di residenti della zona. La palazzina era stata occupata nel 2014 da 80 persone, compresi diversi bambini. Nell’esposto del novembre 2015 si contestava al primo cittadino il mancato sgombero. Secondo la Procura (la richiesta di archiviazione è stata firmata anche dal nuovo procuratore capo Giuseppe Amato e dagli aggiunti Massimiliano Serpi e Valter Giovannini), il sindaco avrebbe dovuto in qualche modo intervenire. Tuttavia nel suo non-intervento non c’è stato dolo. Merola, in sostanza, si sarebbe fidato delle indicazioni dei suoi uffici. In particolar modo di chi gli diceva che avrebbe potuto agire solo a fronte di uno stabile pubblico o comunque in presenza di una denuncia della proprietà. Gli stessi uffici suggerirono al sindaco che a dover liberare l’edificio sarebbero dovuti essere forze dell’ordine e Procura. Per inciso, a luglio 2016 l’edificio è stato sgomberato dalla polizia dopo oltre due anni a seguito di un sequestro richiesto dalla stessa Procura.

“Apprendiamo con soddisfazione la scelta della Procura e attendiamo fiduciosi quella che potrà essere la decisione del giudice”, ha detto l’avvocato di Merola Vittorio Manes. “Quest’indagine chiude i procedimenti aperti per le occupazioni abusive, un problema sociale rispetto al quale la possibilità d’intervento dell’organo rappresentativo dell’ente locale è una possibilità che ha presupposti e limiti ben precisi”.

Intanto il prossimo 22 settembre davanti al gip si discuterà dell’altra inchiesta, quella cosiddetta dell’acqua agli occupanti. Un’udienza fissata per sentire le parti, prima di decidere se archiviare, come chiesto dalla Procura, il fascicolo che vedeva indagato il sindaco e due assessori della precedente giunta comunale per aver allacciato l’acqua ad altri due edifici occupati abusivamente. Ma secondo i pm le ordinanze avevano il fine di dare assistenza igienico sanitaria ai minori e agli anziani. I pm avevano chiesto l’archiviazione per Merola anche riguardo a un’altra indagine riguardante un presunto mancato sgombero del cassero di Porta Santo Stefano, occupato fino dal collettivo Lgbt Atlantide. Lo sgomberò tuttavia arrivò a ottobre 2015, su disposizione dello stesso sindaco.