Nomi e cognomi sono uguali a quelli di 60 anni fa: ci sono i Genovese, ci sono i Gambino, i ferocissimi Lucchese e gli immancabili Bonanno. Sono le cinque famiglie di Cosa nostra che si spartivano New York già negli anni Cinquanta. Un impero criminale che non si è mai concluso dato che gli stessi clan sono stati nuovamente colpiti dall’ultima operazione antimafia del Fbi negli Stati Uniti d’America.

Quasi 50 uomini d’onore, infatti, sono stati arrestati nel corso di una operazione condotta nelle ultime ore a New York dal Bureau: sono tutti affiliati alle famiglie Genovese, Gambino, Lucchese e Bonanno. A renderlo noto la stessa agenzia federale su Twitter.

L’operazione – si legge sui media americani – è scattata dopo indagini che sono durate anni, e ha interessato l’intera costa orientale degli Stati Uniti.
Fbi e polizia sono dunque entrati in azione non solo a New York ma anche a Newark, Boston, Miami e New Haven. Tra le persone fermate  anche esponenti della famiglia Columbo e John Gotti junior, il nipote ventitreenne dell’omonimo boss della famiglia Gambino: gli investigatori hanno trovato a casa sua centinaia di pasticche e più di 40.000 dollari in contanti. In manette è finito anche il boss di Filadelfia, Joseph Merlino, uomo d’onore in ascesa arrestato nella sua residenza estiva in Florida.

Tutti gli arrestati sono accusati di estorsione, usura, traffico d’armi, contrabbando, frode assicurativa sanitaria. Molti dei padrini finiti agli arresti erano conosciuti – e sono citati nel capo d’imputazione – con il loro soprannomi, come Nicholas “Nicky The Wig” (il parrucchino) Vuolo, Anthony “Tony The Cripple” (lo storpio) Deposit, John “Tugboat” (il rimorchiatore) Togino, Eugene “Rooster” (il gallo) O’Nofrio, John “Johnny Joe” Spirit and Pasquale “Patsy” Parrello.

Nella documentazione depositata in tribunale le autorità citano alcuni di intimidazione e minacce contro chi doveva soldi alle famiglie o tentava di scavalcarle. In un’occasione un homeless è stato picchiato perché disturbava i clienti del ristorante di Pasquale Parrello, accusato di aver ordinato ai suoi uomini di ”spezzargli le ginocchia”. Lo stesso Parrello è accusato insieme a Israel Torres di tentato di vendicare Anthony Vazzano, accoltellato al collo. Mark Maiuzzo è invece accusato di aver dato fuoco a un’auto parcheggiata fuori a un club per scommesse, con l’ordine ricevuto da Anthony Zinzi che puntava a intimidire il club che faceva concorrenza con le scommesse illegali gestita da Cosa Nostra.  Fra le accuse anche frode alle assicurazioni mediche. Ai medici venivano fatte prescrivere “eccessive e non necessarie ricette”, i conti venivano poi inviati alle assicurazioni per ricevere i rimborsi, che si andavano a sommare alle tangenti.