“Un fatto gravissimo”. Ciccio Ferrara, deputato di Sinistra italiana e componente del Copasir, l’organismo che vigila sull’attività dei servizi segreti, proprio non riesce a spiegarselo. “Che il governo italiano autorizzi la vendita di una tecnologia del genere ad un Paese come l’Egitto, non democratico e in cui i diritti umani vengono sistematicamente violati, ha dell’incredibile”. Per di più “dopo l’omicidio di Giulio Regeni” e alla luce della “mancata collaborazione delle autorità de Il Cairo” per fare luce sul suo assassinio. Appresa da ilfattoquotidiano.it la notizia dell’autorizzazione concessa dall’Autorità che fa capo al ministero dello Sviluppo economico alla società Area Spa per esportare proprio in Egitto un sistema di monitoraggio delle comunicazioni, il parlamentare dell’opposizione annuncia un’interrogazione sulla vicenda. E non solo. “Qualora dovesse emergere un coinvolgimento dei servizi in questa vicenda – promette – sarei io stesso a portarla all’attenzione del Copasir

Come giudica la decisione dell’Autorità che fa capo al Mise?
“Ho appreso la notizia con grande stupore. Se fosse confermata saremmo di fronte ad un fatto grave e fuori dal mondo. Sul quale il mio giudizio personale e quello del gruppo di Sinistra italiana è netto e negativo”.

Per quale ragione?
“Che oggi il governo italiano autorizzi la vendita di una tecnologia che permette ad un Paese come l’Egitto, non democratico e in cui i diritti umani vengono sistematicamente violati, di essere competitivo sul fronte dell’attività di spionaggio ha dell’incredibile. Soprattutto dopo l’omicidio di Giulio Regeni e alla luce della mancata collaborazione delle autorità de Il Cairo per fare luce sulla vicenda che ha spinto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni a richiamare il nostro ambasciatore”.

Due mesi e mezzo dopo la revoca dell’autorizzazione globale in 46 Stati alla società Hacking Team per mutate situazioni politiche in alcuni di quei Paesi, tra i quali l’Egitto, arriva il via libera ad Area Spa all’export proprio in Egitto. E’ cambiato qualcosa nelle relazioni tra Roma e Il Cairo di cui non siamo a conoscenza?
“Non so se sia cambiato qualcosa, ma so per certo cosa non è cambiato: lo stallo sul caso Regeni. Quindi, semmai un cambiamento ci fosse stato, sarebbe sicuramente in negativo. La decisione del Mise è gravissima dal punto di vista politico: da un lato richiamiamo in Italia il nostro ambasciatore, dall’altro diamo l’ok alla fornitura di una tecnologia sensibile. Per di più mentre al Senato passa un emendamento che blocca la fornitura di pezzi di ricambio per gli F-16 della flotta aerea egiziana”.

Come si spiegano queste incongruenze?
“Spero si tratti di sbadataggine. Di sicuro l’immagine che ne viene fuori è quella di un governo che fa una cosa con la mano destra e l’esatto opposto con la mano sinistra”.

Il portavoce di Amnesty International per l’Italia ha parlato di doppio binario: da una parte la pressione diplomatica sul governo egiziano per il caso Regeni, dall’altro le relazioni commerciali e militari che proseguono come se nulla fosse successo. Condivide questa analisi?
“I fatti sembrerebbero confermare che questa sia effettivamente la linea del governo italiano. Una linea che, tuttavia, non condivido nella maniera più assoluta e che considero sbagliata. Una vita umana vale più di qualunque interesse economico. Quello che dovrebbe fare l’esecutivo è battersi per la verità senza scendere a compromessi. La linea del doppio binario non è accettabile. Anche perché, quello che sembra oggi un comodo alleato contro il jihadismo, come appunto l’Egitto, non è detto che non si possa trasformare nel nemico di domani”.

Che iniziative intende intraprendere Sinistra italiana su questa vicenda?
“Già la prossima settimana presenteremo un’interrogazione al ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. Vogliamo che il governo venga in Parlamento a riferire sulla questione dell’autorizzazione concessa ad Area Spa, per chiarire i dettagli dell’operazione e sulla base di quali criteri sia stato dato il via libera. Dopodiché si valuteranno eventuali ulteriori iniziative”.

Lei è membro del Copasir, il Comitato parlamentare di controllo sull’attività dei servizi segreti. E’ possibile che la questione possa essere sollevata anche in quella sede?
“Qualora dovesse emergere un coinvolgimento dei servizi in questa vicenda sarei io stesso a portarla all’attenzione del Copasir”.

Twitter: @Antonio_Pitoni