L’ultima stoccata di Valentina Vezzali sarà oggi alla Carioca Arena 3 di Rio de Janeiro. Non alle Olimpiadi dove non è riuscita a qualificarsi, ma ai Mondiali di fioretto a squadra. Poi potrà dedicarsi a tempo pieno alla sua seconda vita. In famiglia, o magari in politica, a cui aveva cominciato ad ammiccare fin da tempi non sospetti, con quel siparietto a luci rosse con Silvio Berlusconi nel 2008 a Porta a Porta (“Presidente, io da lei mi farei veramente toccare”). Ben prima della sua candidatura con Scelta Civica che l’ha portata in Parlamento nel 2013, dove però si è vista poco. Lo sport italiano perde la sua atleta più forte e vincente di sempre. Ma forse, chissà, potrebbe trovare presto un nuovo ministro: la casella dell’esecutivo di Matteo Renzi è scoperta da tempo. E lei sarebbe il profilo ideale per occuparla: gradita al Coni, perfetta per promuovere quell’idea di Italia vincente nel mondo che il premier ama tanto. Forse piacerebbe meno ai suoi colleghi atleti, con cui non ha mai avuto grandi rapporti. Ma la questione adesso diventa più politica che sportiva. Un campo in cui la Vezzali ha dimostrato di sapersi muovere almeno quanto in pedana.

L’ITALIANA PIÙ MEDAGLIATA DI SEMPRE – A 42 anni, dopo cinque Olimpiadi e 151 titoli di ogni genere, Valentina Vezzali si ritira. Nessuno ha vinto come e quanto lei: 3 medaglie d’oro individuali (in tre edizioni diverse) e 9 podi ai Giochi, 16 titoli mondiali e 13 europei, 79 vittorie di Coppa del Mondo (11 in classifica generale) e 30 campionati nazionali. Sarebbe ingeneroso nei confronti della grande tradizione azzurra dire che da sola ha fatto la storia della scherma italiana, ma certo ne è stata il volto più famoso negli ultimi due decenni. Ha partecipato a ben cinque edizioni olimpiche, che avrebbero potuto essere addirittura sette: sono sfumate di poco Barcellona ’92 (quando aveva appena 18 anni ma già vinceva tutto a livello giovanile) e Rio 2016 (i posti individuali sono prenotati dalle più giovani Di Francisca e Errigo, mentre la prova a squadra non ci sarà per la rotazione). In compenso è stata portabandiera a Londra 2012; ed è riuscita a tornare ad alti livelli per ben due volte, dopo la nascita del primogenito Pietro nel 2005 e del secondo figlio Andrea nel 2013, avuti dal marito Domenico Giuliano, ex calciatore di Taranto e Nocerina.

CAMPIONESSA “ANTIPATICA” – Dire basta non è stato facile per una come lei, abituata a vincere e a stare sempre al centro dell’attenzione. Sarà anche per questo che, fin quando tirava e vinceva, non è mai stata particolarmente simpatica a nessuno. Neppure alle compagne del Dream Team con cui ha condiviso tanti trionfi, e parecchie polemiche. “Mi hanno definita ‘cobra’, per qualcuno sono scontrosa. Non sarò stata l’amica di tante, ho sacrificato molto sull’altare del successo. Ma quella era la Vezzali in pedana. Oggi è tempo di togliere la maschera e rimanere solo Valentina”, dice ora, quasi giustificandosi, nella lettera d’addio scritta alla Gazzetta dello Sport, in cui annuncia il ritiro e la volontà di dedicarsi ad altri “stimoli”. Come ad esempio la televisione, altra passione della campionessa amante dei riflettori: già nel 2009 ha partecipato al programma Rai Ballando con le stelle, dopo che in precedenza la Polizia di Stato (a cui è iscritta come atleta “militare”) aveva bloccato la sua presenza su Mediaset.

QUELLA VOLTA CON BERLUSCONI – Proprio in tv è avvenuto il suo primo contatto con la politica. Quasi a luci rosse, con l’ammiccamento in prima serata a Berlusconi, allora capo del governo, a cui rivolse la famosa battuta: “Presidente, io da lei mi farei veramente toccare”, giocando sul doppio senso del verbo tecnico della scherma. La carriera da parlamentare è iniziata cinque anni dopo, con l’elezione alle politiche del 2013 tra le fila di Scelta civica. Anche qui polemiche per il suo assenteismo alla Camera (è a metà classifica tra i parlamentari per produttività, con il 37% di assenze non giustificate), e per qualche frase di troppo a difesa della famiglia tradizionale (“Penso che la natura dell’uomo sia di stare con una donna”). E in politica adesso potrebbe essere anche il suo futuro.

FUTURO DA MINISTRO? – Dopo aver strizzato l’occhio a Berlusconi ed essersi candidata con Monti, chissà che la Vezzali non possa diventare il prossimo ministro dello Sport di Matteo Renzi. Una casella che all’interno dell’esecutivo è scoperta da tempo. E già un anno fa di questi tempi si fece il nome della schermitrice di Jesi (ci fu addirittura una petizione da 25mila firma contro la sua nomina, a dimostrazione delle sue scarse simpatie nell’ambiente sportivo). Ora i tempi potrebbero essere più maturi. Certo, in questo momento la delega è saldamente nelle mani del premier: a Renzi piace fare da ministro dello Sport, per la visibilità che tale carica gli offre (come ad esempio per il trionfo della Pennetta agli Us Open 2015); è già programmata anche la sua partecipazione alla cerimonia di apertura dei Giochi di Rio, e non è esclusa una puntata in Francia per gli Europei, specie se la nazionale di Antonio Conte dovesse andare avanti. All’orizzonte, poi, dopo la stangata dell’Antitrust c’è la delicata riforma della legge Melandri sui diritti tv, che il governo potrebbe voler gestire all’interno di Palazzo Chigi. Ma la delega non potrà essere eterna, con all’orizzonte la corsa per Roma 2024. E la scelta della Vezzali certo non dispiacerebbe a Giovanni Malagò e al Coni, dove l’atleta di Jesi è cresciuta. Le porte sono aperte, insomma. E per dirla con parole sue, “dopo ogni fine c’è sempre un inizio: oggi, fuori dalla finestra, non vedo un tramonto, ma l’alba di nuove sfide da affrontare e vincere”. Magari da ministro.

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